Spyder celebra la 'new normality'



Al confine tra sport e casual, la tuta da città

(ANSA) – MILANO, 17 GEN – Quotidiano e speciale: per la
stagione Autunno/Inverno 2022, Spyder ritrae una New Normality,
in cui forze ed ispirazioni diverse convivono creando nuovi
equilibri. In un momento ancora dominato dall’incertezza, il
brand sportivo nato nel 2015 spiega di voler lanciare un
messaggio di speranza e positività, immaginando un guardaroba
per affrontare le sfide della vita.   
La collezione “Coexistence” rielabora così i codici
dell’abbigliamento sportivo, sfumando i confini tra sportswear e
casualwear: materiali tecnici e performanti si accostano alla
felpa e a tessuti in eco-pelliccia, una serie di capispalla sono
indossati con pantaloni ampi o legging attillati, i tracksuit di
ispirazione vintage diventano le nuove uniformi da città.   
(ANSA).   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

]]>

Ottieni il codice embed

]]>



Fonte: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/01/17/spyder-celebra-la-new-normality_15ace7b4-00a3-4891-a122-4c812ed210d2.html

«Trenord, un disastro». Lettera di 24 comitati di pendolari a Fontana: tagli e cancellazioni, viaggiare è un incubo

«Trenord, un disastro». Lettera di 24 comitati di pendolari a Fontana: tagli e cancellazioni,  viaggiare è un incubo




di Federico Berni

La lettera dei comitati alla Regione: consapevole processo di smantellamento del servizio ferroviario regionale, vogliamo le dimissioni dell’assessore Terzi. «Le corse giornaliere di Trenord ridotte dalle 2.347 del 2018 alle attuali 1.800»

«È in atto un consapevole processo di progressivo smantellamento del servizio ferroviario Regionale». In fondo alla lettera sono elencati 24 comitati di viaggiatori dalle dodici province della Lombardia (con una puntatina a Novara e Domodossola). La grande alleanza dei pendolari ha un’opinione comune e un capolinea condiviso. L’opinione: il trasporto ferroviario «sta conoscendo uno dei suoi più cupi periodi, degradando continuativamente e in maniera ormai non più sostenibile». Il capolinea invece è politico: i comitati chiedono le dimissioni dell’assessore regionale leghista ai Trasporti, Claudia Terzi, «largamente responsabile del disastro».

Il servizio di Trenord

In numeri: il servizio è passato dalle 2.347 corse giornaliere del 2018 alle attuali 1.800 corse scarse; alcune tratte sono state ridotte; negli ultimi giorni i treni cancellati hanno toccato punte del 25%, l’ondata Omicron ha messo in quarantena i macchinisti e appiedato i pendolari. «Il Covid c’è per tutti ma nessuna altra azienda, ferro o gomma che sia, è nelle stesse disastrate condizioni di Trenord, ed ovunque (anche per la “vicina” Trenitalia) le cancellazioni dei treni rimangono ad un livello molto più basso», scrivono (e denunciano) i pendolari nella missiva inviata al presidente Attilio Fontana: «Il peggioramento della qualità e della quantità del servizio è in atto da anni e la pandemia costituisce quindi solo una causa di accelerazione e giustificazione del degrado».

Le accuse dei pendolari

Ci sono i pendolari bergamaschi e i comaschi, quelli di Merate e di San Zenone al Lambro, i comitati di Lecco, Busto Arsizio e Gallarate, i condannati della Milano-Asso, i pavesi e i mantovani, i passeggeri di Arona e Domodossola. La lettera è firmata dalle associazioni che rappresentano gli oltre 700 mila viaggiatori in carrozza ogni giorno sulle linee Trenord. Che attaccano: «Larga parte delle criticità dipendono dal fallimento del programma di assunzioni di personale», «il degrado della situazione ai danni dei cittadini lombardi è ormai tale da rendere necessaria una decisa correzione di rotta». La situazione, sostengono, è un «disastro» e una «punizione». Dunque: «Via l’assessore Terzi». Si attende la riposta di Fontana.

La risposta di Terzi

«Purtroppo le assenze di personale stanno rendendo difficile organizzare tutti i servizi del Traporto pubblico locale. Perché il problema non è solo di Trenord, ma è generalizzato: sono numerose anche le aziende del settore gomma che vanno via via riducendo le corse a causa proprio delle assenze del personale positivo o in quarantena. Analoghi problemi stanno affrontando altre imprese ferroviarie come Trenitalia, posto che il servizio ferroviario lombardo per come è strutturato, per volumi, quantità e frequenza, non ha paragoni nel resto d’Italia». È la risposta dell’assessore regionale Terzi: «Per quanto attiene più nello specifico a Trenord mi limito a ricordare che la riorganizzazione delle corse ha come obiettivo proprio la tutela degli orari più frequentati da studenti e lavoratori, cercando di garantire il più possibile le fasce di punta. Del resto ogni giorno sono garantiti in Lombardia 800.000 posti, a fronte di un’utenza attuale che si aggira sui 350.000 viaggiatori».

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta
cliccare qui.

17 gennaio 2022 (modifica il 18 gennaio 2022 | 09:17)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_gennaio_17/trenord-disastro-lettera-24-comitati-pendolari-fontana-tagli-cancellazioni-viaggiare-incubo-556834d0-777d-11ec-9b84-15d17d060c69.shtml

Trenord: pendolari, servizio è un disastro, Terzi si dimetta



Lettera di 24 comitati a Fontana per sostituire assessore

(ANSA) – MILANO, 17 GEN – Una lettera aperta firmata da 24 comitati dei pendolari di tutte le province della Lombardia è stata inviata al presidente della Regione Attilio Fontana per chiedere le dimissioni dell’assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi, ritenuta “responsabile del disastro” Trenord.    Il trasporto pubblico lombardo “ed in particolare quello su ferro sta conoscendo uno dei suoi più cupi periodi, degradando continuativamente ed in maniera ormai non più sostenibile”, scrivono i rappresentanti dei viaggiatori. “Il Covid c’è per tutti ma nessuna altra azienda, ferro o gomma che sia, è nelle stesse disastrate condizioni di Trenord, ed ovunque (anche per la ‘vicina’ Trenitalia) le cancellazioni dei treni rimangono ad un livello molto più basso. In particolare, il peggioramento della qualità e della quantità del servizio è in atto da anni e la pandemia costituisce quindi solo una causa di accelerazione e giustificazione del degrado” denunciano i pendolari.    “Anno dopo anno – prosegue il testo -, le corse sono state ridotte, passando dalle 2347 corse giornaliere del 2018, alle attuali (orario in vigore dal 10 gennaio 2022) meno di 1800 corse, senza contare la riduzione della lunghezza del percorso di molte altre. A tale riduzione, vanno sommate le cancellazioni delle corse che, nei giorni scorsi, è arrivata a punte del 25%”.    Secondo i viaggiatori, che vivono i disservizi come una “punizione”, “in queste condizioni, è impossibile usare il treno, infondendo nella cittadinanza la convinzione dell’esistenza di un consapevole processo di progressivo smantellamento del servizio ferroviario regionale”.    Da qui la richiesta esplicita a Fontana di un “cambio di rotta” attraverso la sostituzione di Terzi, “che riteniamo largamente responsabile del disastro”. (ANSA).   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

]]>

Ottieni il codice embed

]]>



Fonte: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/01/17/trenord-pendolari-servizio-e-un-disastro-terzi-si-dimetta_83d18ac1-bae5-4fd5-b5d6-f15c338bdba0.html

Omicidio a Varese: «Daniele ucciso dal papà, un dramma senza avvisaglie. È avvenuto l’impensabile»

Omicidio a Varese: «Daniele ucciso dal papà, un dramma senza avvisaglie. È avvenuto l’impensabile»




di Cesare Giuzzi

Parla il procuratore capo Daniela Borgonovo: «Dopo la denuncia della madre per lesioni era scattato il Codice Rosso, ma poi nessun’altra violenza. Le donne non devono perdere la fiducia nella giustizia»

Dottoressa Daniela Borgonovo, due settimane dopo la tragedia del piccolo Daniele si è capito cosa non ha funzionato?
«Non c’è nulla che non abbia funzionato dal punto di vista processuale. Sono circolate in proposito molte false notizie e sono state espresse considerazioni prive di ogni logica, anche da qualche tecnico che non ne aveva titolo».

Il ministero della Giustizia ha avviato un’ispezione sulle procedure che hanno portato il papà , ora accusato dell’omicidio e dell’aggressione alla moglie, ad incontrare il figlio nonostante fosse ai domiciliari.
«Nelle sedi competenti è in corso ogni necessario accertamento sull’accaduto. Per prima cosa però mi consenta di esprimere, ancora una volta, il dolore ed il sentimento di solidarietà con la madre di Daniele che tutti noi proviamo da quel tragico giorno. È una vicenda che ci ha sconvolto e che ha colpito tutto il territorio, mi creda. Anche perché abbiamo investito tantissimo al fine di favorire l’emersione dei reati di violenza di genere e domestica».

È preoccupata?
«Tutti noi siamo preoccupati. Temiamo che la fiducia nella rete di protezione che abbiamo creato, soprattutto per le donne e i bambini maltrattati, possa diminuire. Con effetti devastanti».

Quali?
«Che le nuove vittime si sentano sole. Che siano spinte verso una solitudine cui, invece, devono e possono essere sottratte. Non devono perdere la fiducia nella giustizia. Non c’è solo la magistratura, ma una intera rete intorno».

Il padre del piccolo Daniele era ai domiciliari per aver aggredito un collega. Davvero non era prevedibile un gesto simile?
«Ove la sua responsabilità fosse definitivamente accertata, dovrebbe prendersi atto, con rammarico ma con realismo e con logica, che è accaduto un fatto impensabile, del quale non c’era stata la minima e specifica avvisaglia».

La moglie aveva denunciato di essere stata picchiata?
«Nel contesto di una separazione conflittuale, Paitoni, che era privo di precedenti e che mai aveva usato in famiglia la minima violenza, è stato denunciato nella primavera scorsa dalla moglie e dal suocero, relativamente a fatti di percosse reciproche, produttive di lievi lesioni».

Ma non è scattata la procedura del Codice rosso.
«Non è così. La denuncia è stata trattata come Codice rosso e applicata la procedura prevista dalla legge n. 69 del 2019 e dalla mia direttiva organizzativa: iscrizione immediata nei Registri, indagini tempestive, audizione della vittima, anche se non si è ipotizzato un reato di maltrattamenti. La coppia era seguita da due legali che avevano concordato l’affidamento provvisorio del figlio con la possibilità di incontri con il papà, ed ancora non aveva avviato alcuna procedura giudiziale di separazione. Nessuna notizia di ulteriori violenze è mai pervenuta. E posso anticipare che non ve ne erano state».

La mamma di Daniele era seguita da un centro antiviolenza?
«Frequentava il locale Centro antiviolenza, secondo il percorso tracciato dal nostro Protocollo per le donne che subiscono violenza e si presentano al pronto soccorso. Il centro non ha rilevato o segnalato una situazione di rischio. Insomma, in relazione a quei fatti, non c’era possibilità giuridica né logica giustificazione per provvedimenti cautelari. Le indagini preliminari erano ormai vicine alla conclusione».

Poi c’è stato l’accoltellamento del collega e l’arresto di Paitoni.
«Un grave reato di violenza, in un contesto che non aveva collegamento con la crisi familiare. Su richiesta di questa Procura, l’uomo era agli arresti domiciliari, e il giudice, ritenendo che ci fosse pericolo di inquinamento delle prove, gli aveva interdetto contatti con ogni persona diversa dai familiari non conviventi».

Erano stati autorizzati gli incontri con moglie e figlio?
«In seguito è stato rappresentato che i familiari più stretti vivevano altrove e che sarebbe stato inutilmente afflittivo inibire all’uomo di vedere il figlio. Il giudice, accogliendo l’istanza, ha rimosso il divieto. Da quel momento, e senza il minimo segnale di allarme, il padre ha continuato a vedere regolarmente il bimbo in casa propria, secondo gli accordi presi con la mediazione dei legali. Da ultimo nei giorni di Natale, prima del tragico e stupefacente episodio di Capodanno».

Prima di guidare la procura di Varese lei s’è occupata come pm di violenze e tutela delle fasce deboli.
«Sì e proprio per questo la vicenda del piccolo Daniele è per me ancora più dolorosa. Da quando sono qui sono state impegnate grandissime risorse per garantire l’efficacia della risposta giudiziaria e sociale agli episodi di violenza, concentrando il più possibile le indagini nel tempo e nello spazio, in modo che l’esperienza del processo sia vissuta dalle vittime nel modo meno traumatico e per il periodo più breve. Dal 2017 è stato istituito un gruppo di magistrati specializzati, che si avvale di un Ufficio dedicato, diretto da ufficiali di polizia specializzati a loro volta, in costante contatto con ospedali, scuole, Servizi sociali, centri antiviolenza e case rifugio, anche in forza di numerosi protocolli operativi spesso proposti dal mio Ufficio, accompagnati da un’intensa attività di formazione».

Poi è nata la «Casa della nutrice».
«Un luogo unico dove vittime possono denunciare i reati avanti a magistrati e ufficiali di polizia giudiziaria ad alta specializzazione, e trovare assistenza legale, sociale, medica e psicologica, e, se necessario, ospitalità gratuita».

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta
cliccare qui.

18 gennaio 2022 (modifica il 18 gennaio 2022 | 07:13)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/22_gennaio_18/omicidio-varese-daniele-ucciso-papa-dramma-senza-avvisaglie-avvenuto-l-impensabile-33f3dd9a-77c3-11ec-9b84-15d17d060c69.shtml

Msgm e il 'rumore del tempo'



Da Gaetano Pesce l’invito a stare a ritmo per non invecchiare

(ANSA) – MILANO, 17 GEN – “Il tempo è una cosa straordinaria,
ci può tenere avanti o indietro. Bisogna stare al suo ritmo,
altrimenti si invecchia”: Massimo Giorgetti sceglie una frase di
Gaetano Pesce per presentare la collezione di Msgm per il
prossimo inverno, che avrebbe dovuto sfilare a Milano ma, causa
mezzo staff in quarantena, è stata concentrata in un video.
Per il designer è stata anche l’occasione per aprire le porte
del suo nuovo showroom milanese, un ulteriore passo per il suo
brand il cui segreto – spiega lui – “è che comunica energia,
magari ci sono marchi più belli, ma il nostro ha questo plus”.   
In 12 anni di storia “abbiamo strizzato l’occhio al mondo
adulto, ma il nostro core rimangono felpe, T-shirt e denim e lo
difendiamo ancora molto bene, con 100mila Tshirt circa vendute
ogni anno”. Questo anche grazie “alla volontà di non restare
indietro, di capire cosa sta succedendo e parlare ai giovani”.   
Questa volta Giorgetti lo fa con una collezione che parte
dall’arte e dal design, quelli appunto di Gaetano Pesce, da cui
il titolo ‘Il rumore del tempo’.   
La poltrona ‘michetta’ con la sua imbottitura ha ispirato
felpe, nylon e piumini, dalle sedie in resina che sono un
emblema del designer vengono i motivi a colatura delle camicie,
mentre un vaso si disegna sul pull in orsetto jacquard, il tutto
mischiato alle fantasie del brand come i funghetti allucinogeni
o la scritta ‘fluidity’ che percorre diversi capi. Tra le
proposte, la felpa con il boxer: “E’ un modo nuovo non di fare
abiti ma – chiosa Giorgetti – di comunicare energia e emozione”.   
(ANSA).   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

]]>

Ottieni il codice embed

]]>



Fonte: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/01/17/msgm-e-il-rumore-del-tempo_4dd1e9b8-95fb-4d11-9eed-7afb2faa542c.html

Vigile aggredito a Milano, tre giovani indagati per rapina e resistenza. Ma un ragazzo: «Eravamo spaventati»

Vigile aggredito a Milano, tre giovani indagati per rapina e resistenza. Ma un ragazzo: «Eravamo spaventati»


L’aggressione nella notte tra venerd e sabato in via Pacioli, vicino ai Navigli. La polizia locale ha identificato un gruppo di skater di Bolzano. Un ragazzo: Non si qualificato e non ha mostrato alcun tesserino. Volevamo solo disarmarlo

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di rapina e resistenza a pubblico ufficiale a carico dei tre giovani di Bolzano — tra i 19 e i 23 anni — che nella notte tra venerd e sabato hanno aggredito un vigile urbano in borghese in via Pacioli, zona Solari-Papiniano, vicino ai Navigli di Milano. I tra skater, primi identificati dalla Polizia locale in un gruppo di una quindicina di ragazzi, hanno aggredito e disarmato il ghisa 61enne (in pattuglia con una collega) che ha sparato in aria per allontanarli. Nella colluttazione, il branco ha poi cercato di strappare la pistola all’agente e nella concitazione partito un secondo colpo che solo per un caso non ha ferito nessuno. Le indagini sono coordinate dalla pm Ilaria Perinu e dall’aggiunto Laura Pedio.

I filmati

I video diffusi da alcune pagine social, e realizzati dal gruppo degli aggressori, mostrano soltanto gli attimi pi drammatici e gli spari, ma non il momento in cui — come ha raccontato ai colleghi — l’agente 61enne si qualificato. E neppure le fasi finali in cui i giovani, una volta strappata la pistola dalle sue mani e gettata sotto a un’auto in sosta, lo colpiscono, sembra, con calci e bottigliate. Tutto inizia quando uno dei ragazzi nota il vigile che fotografa il gruppo. Nel primo spezzone di video, si vede il 61enne in borghese di spalle che sta risalendo sull’autocivetta e uno dei ragazzi (si nota solo il braccio) che gli sfila il berretto di lana dalla testa. La reazione istantanea: si volta e con la pistola gi in pugno (e il colpo in canna) spara in aria. Per farli allontanare, dice il Comune. Ma nessuno dei ragazzi fugge. Anzi, nel secondo video, si notano prima uno e poi due giovani che si lanciano in un corpo a corpo nel tentativo di disarmarlo. Mentre uno ha le mani sulla canna della semiautomatica impugnata dal vigile che urla deficienti, carica parte un colpo. Le riprese finiscono qui. I due riescono poi a levargli l’arma dalla mani gettarla sotto a una vettura prima di fuggire. Nei video si sente che, in italiano e in tedesco, urlano di chiamare la polizia. Ma dopo fuggono senza mai tornare all’arrivo di due pattuglie con divise e lampeggianti.

Il racconto dei ragazzi

Quell’uomo non si qualificato e non ha mostrato alcun tesserino che lo identificasse per un agente di polizia. Ci sono molti testimoni pronti a confermarlo, ha detto al quotidiano Alto Adige uno dei ragazzi di Bolzano coinvolti: Non sapevamo chi fosse quell’uomo. A un certo punto ha estratto una pistola. Noi ci siamo subito mossi per cercare di disarmarlo, ma non stata un’aggressione, nessuno voleva picchiarlo: volevamo solo togliergli la pistola perch eravamo spaventati.

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta
cliccare qui.

17 gennaio 2022 (modifica il 17 gennaio 2022 | 16:25)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_gennaio_17/vigile-aggredito-milano-tre-giovani-indagati-rapina-resistenza-pubblico-ufficiale-9bc08ebe-77a0-11ec-9b84-15d17d060c69.shtml

Kway agli estremi, cortissimo o lunghissimo



Effetti cangianti e metallici coabitano con i feltri coperta

(ANSA) – MILANO, 17 GEN – La silhouette è audace e
voluminosa, oppure smilza e scattante; le lunghezze sono
abbreviate e compatte, oppure protettive ed estese. K-Way sfila
negli spazi dal sapore industriale del Talent Garden di Milano,
con il giallo, arancio e blu del tape che colorano le sedute
caratterizzando l’ambiente.
In passerella sfila la collezione R&D, linea di punta del
mondo K-Way con capi chiave del brand come l’anorak o il
piumino, e poi ancora il blouson, il pullover con la mezza zip,
il montgomery, il cappotto loden e la cappa, ma trasfigurati
dall’estremizzazione delle forme e dai giochi di
sovrapposizioni. Cortissimo o lunghissimo: non ci sono mezze
misure, così come gli effetti cangianti e metallici coabitano
con i feltri coperta, usati per mantelle e montgomery. L’aspetto
volumetrico è ulteriormente accentuato dai rombi, micro e macro,
che prendono la forma di trapuntature grafiche, intarsi,
jacquard sulle maglie dal sapore vagamente anni Cinquanta da
portare con gonne e pantaloni, grandi shopper di montone
riciclato e stivali in tessuto a telaio. (ANSA).   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

]]>

Ottieni il codice embed

]]>



Fonte: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/01/17/kway-agli-estremi-cortissimo-o-lunghissimo_f64c3c71-dde1-4cf2-a437-0197b5607fae.html

Salone del Mobile rinviato a giugno 2022: la Milano Design Week slitta causa Covid

Salone del Mobile rinviato a giugno 2022: la Milano Design Week slitta causa  Covid




di Silvia Nani

La decisione del consiglio di amministrazione, accordo Federlegno-Fiera sul rinvio da aprile al 7-12 giugno: gli scenari dell’epidemia impedirebbero la presenza di espositori e compratori internazionali

Le voci si rincorrevano già da giorni: lo spostamento del Salone del Mobile, a calendario dal 5 al 10 aprile prossimi, a fronte dell’incalzare della pandemia, sembrava ormai inevitabile. Si trattava solo di individuare una data, e questa mattina il consiglio di amministrazione con Fiera Milano ha deciso lo spostamento dal 7 al 12 giugno prossimo.

La decisione del Cda

Una scelta sofferta ma sensata, anche per dare agio alle aziende di lavorare nell’incertezza della situazione e senza l’assillo delle assenze per Covid di dipendenti e collaboratori, con relativo rallentamento dell’iter di preparazione della fiera. La prossima sarà l’edizione del 60esimo, e per questo, ma soprattutto per compensare le due scorse edizioni «mancate» (una cancellata e l’altra trasformata nel format snello del Supersalone), le aspettative erano, e rimangono, alte sia per l’evento in sé sia per l’arrivo del pubblico internazionale: lo slittamento a giugno è stato pensato proprio per favorire una maggiore mobilità da parte dei visitatori stranieri, complice l’auspicabile arretramento della pandemia e il probabile rallentamento delle restrizioni da parte di molti Paesi.

Le aziende e gli stranieri

Commenta la presidente Maria Porro: «La decisione di posticipare l’evento consentirà a espositori, visitatori, giornalisti e all’intera community internazionale dell’arredamento e del design di sfruttare al meglio e in piena sicurezza le potenzialità di una rassegna che quest’anno si presenterà ricca di novità e che, oltre a festeggiare un compleanno importante, punterà sul tema della sostenibilità, facendosi palcoscenico dei progressi fatti in quest’ambito da creativi, designer e aziende». La data di giugno, continua Porro, «favorirà inoltre una forte presenza di espositori e operatori stranieri, da sempre punto di forza del Salone, e garantirà alle aziende partecipanti i tempi giusti per progettare al meglio la propria presenza in fiera che, come sappiamo, richiede mesi di preparazione, dall’ideazione all’allestimento finale. La voglia di Salone è sempre più forte, per questo stiamo lavorando a un evento che offrirà a tutti la possibilità di vivere un’esperienza unica, concreta ed emozionante. Tutti abbiamo tanta voglia di Salone».

Gli espositori

Al momento il Salone del Mobile può contare su un’adesione già molto alta da parte degli espositori prima di Natale la presidentessa Maria Porro aveva confermato la copertura di tutti i 20 padiglioni della fiera), mentre si vanno delineando anche gli eventi collaterali, primo fra tutti il Salone Satellite che si presenterà con un nuovo progetto, più ampio e con una nuova collocazione di maggiore risalto. Si aspetta ora di capire come si muoverà il mondo del fuori Salone, già in frenesia da mesi nell’accaparrarsi gli spazi della design week di aprile, nelle date della fiera: per il Salone «della rinascita» bisognerà ancora attendere.

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta
cliccare qui.

17 gennaio 2022 (modifica il 17 gennaio 2022 | 16:48)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_gennaio_17/salone-mobile-rinviato-giugno-l-emergenza-covid-fa-slittare-fiera-design-milano-cd3a354c-7789-11ec-9b84-15d17d060c69.shtml

Brachetti al teatro Tam con Solo-the Legend of quick change



Protagonista è il trasformismo, con oltre 60 nuovi persona

(ANSA) – MILANO, 17 GEN – Il maestro del trasformismo Arturo
Brachetti torna agli Arcimboldi di Milano, dal 21 al 30 gennaio,
con il one man show ‘Solo -the Legend of quick change’.
Dopo 450.000 spettatori in quattro stagioni in quasi 400
repliche, ‘Solo’ è alla sua quinta stagione, tutta italiana
causa covid. Protagonista è il trasformismo, con oltre 60 nuovi
personaggi, molti ideati appositamente per questo show, che
appariranno davanti agli spettatori in un ritmo incalzante e
coinvolgente. Ma in Solo Brachetti propone anche un viaggio
attraverso altre affascinanti discipline come le ombre cinesi,
il mimo e la chapeaugraphie, e novità̀ come la poetica sand
painting e il magnetico raggio laser. Durante le repliche
dello spettacolo sarà possibile visitare la mostra fotografica
#SOLOBrachetti, allestita nel foyer del TAM Teatro Arcimboldi.   
Foto, video, locandine e alcuni dei suoi costumi di scena più
belli per entrare dietro le quinte della vita teatrale di
Brachetti, affacciandosi al suo camerino e ammirando da vicino i
suoi oggetti di scena. (ANSA).   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

]]>

Ottieni il codice embed

]]>



Fonte: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/01/17/brachetti-al-teatro-tam-con-solo-the-legend-of-quick-change_4e3aa4ae-8e12-4875-8455-f1d6258155a3.html

Chiesa in Valmalenco, i cani antidroga dei carabinieri sulle piste da sci: gli spinelli nel fodero degli occhiali

Chiesa in Valmalenco, i cani antidroga dei carabinieri sulle piste da sci: gli spinelli nel fodero degli occhiali




di Barbara Gerosa

Una ventina i militari impegnati nella giornata di sabato 15 gennaio in Valtellina. Addosso a 12 sciatori, fra i 25 e i 31 anni, trovate anche dosi di hashish e marijuana

Sugli sci sotto l’effetto di stupefacenti o con la droga in tasca. Alcune dosi di hashish, marijuana e sette spinelli gi confezionati, nascosti in un fodero per occhiali. A sequestrarli i carabinieri della compagnia di Sondrio, impegnati sabato 15 gennaio in una serie di controlli nei principali comprensori sciistici della Valtellina, da Livigno a Madesimo, e in particolare con i cani antidroga a Chiesa in Valmalenco. Una ventina i militari impegnati, con l’ausilio del gruppo cinofili di Casatenovo, l’elicottero di Orio al Serio e colleghi della Forestale di Chiesa in Valmalenco.

Le segnalazioni

I carabinieri hanno trovato la sostanza stupefacente perquisendo le persone segnalate dai cani antidroga, a Chiesa in Valmalenco: 12 giovani tra i 25 e i 31 anni, residenti tra Milano, Monza, Lecco e Bergamo, poi segnalati alle prefetture di residenza. Sono stati inoltre sanzionati otto sciatori per non aver indossato il casco nello snow-park, mentre sono stati soccorsi diversi turisti in difficolt perch colti da malore o caduti sulle piste.

Le multe

Controlli anche con l’etilometro: dal primo gennaio oltre all’obbligo di assicurazione per chi scia stato infatti introdotto uno specifico divieto di praticare sport invernali in stato di ebbrezza. Nessuna contravvenzione stata elevata per il mancato rispetto delle norme anti Covid.

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta
cliccare qui.

17 gennaio 2022 (modifica il 17 gennaio 2022 | 17:58)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/22_gennaio_17/valtellina-cani-antidroga-carabinieri-piste-sci-spinelli-fodero-occhiali-5fa4b80e-77a2-11ec-9b84-15d17d060c69.shtml