Incidente sul lavoro a Gallarate, operaio folgorato: lavorava su un ripetitore telefonico in via Cavallotti

Incidente sul lavoro a Gallarate, operaio folgorato: lavorava su un ripetitore telefonico in via Cavallotti




di Andrea Camurani

L’operaio, 58 anni, colpito da una forte scarica elettrica al torace, collo e braccia: era cosciente al momento dell’arrivo dei soccorritori a Gallarate (Varese). Indagini dei carabinieri e dell’Ats Insubria

Ha 58 anni l’operaio che nel pomeriggio di marted a Gallarate, in pieno centro, rimasto vittima di un infortunio sul lavoro. I soccorsi sono stati allertati dai colleghi attorno alle 17 mentre l’uomo era impegnato ad eseguire lavori ad un ripetitore telefonico in via Felice Cavalotti. Per cause ancora in corso di accertamento l’operaio stato colpito da una scarica elettrica molto forte che l’ha raggiunto in diversi punti del corpo.

Sono stati inviati i soccorsi sanitari dal 112: un’ambulanza della croce rossa italiana e un elicottero sanitario partito dall’ospedale Sant’Anna di Como, con a bordo un medico rianimatore. Vista la delicatezza dell’intervento, sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco del distaccamento di Busto Arsizio – Gallarate con un’autopompa. Gli operatori hanno messo in sicurezza l’area e collaborato con il personale sanitario per soccorrere l’uomo.

Il ferito era cosciente al momento dell’arrivo dei soccorritori ed stato valutato dal personale sanitario: date le condizioni il medico ha disposto il ricovero urgente, in codice rosso, a bordo dell’elicottero alla volta del centro grandi ustionati dell’ospedale di Niguarda: la scarica elettrica ha colpito il 58enne al torace, collo e braccia. Sul posto sono arrivati i carabinieri oltre al nucleo sicurezza sugli ambienti di lavoro di Ats Insubria cui sono affidate le indagini: assieme ai militari dovranno ricostruire la dinamica dell’infortunio.

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28 giugno 2022 (modifica il 28 giugno 2022 | 19:19)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/22_giugno_28/incidente-lavoro-gallarate-operaio-folgorato-lavorava-un-ripetitore-telefonico-via-cavallotti-64b9a812-f705-11ec-9143-1626935df89d.shtml

Ucraina: Coldiretti Pavia consegna assegno a Soleterre



Un aiuto all’associazione che si occupa di bimbi ucraini malati

(ANSA) – MILANO, 28 GIU – Un maxi assegno simbolico (con la
cifra di 5.500 euro) per devolvere alla Fondazione Soleterre il
ricavato dalla vendita delle borse “create” dagli alunni che
hanno partecipato al progetto EduCA-Educazione alla Campagna
Amica promosso da Coldiretti è stato consegnato dal presidente
di Coldiretti Pavia, Stefano Greppi, al presidente di Soleterre,
Damiano Rizzi.   
Nei mesi scorsi, gli alunni delle scuole di Pavia e Vigevano
(Pavia) avevano disegnato con i colori della campagna delle
borse bianche distribuite ai ragazzi dalle imprenditrici
agricole di Coldiretti Donne Impresa Pavia, durante gli incontri
di educazione alimentare tenuti nelle scuole. Le stesse borse
sono state poi messe in vendita nei mercati di Campagna Amica in
provincia di Pavia. L’intero ricavato dell’iniziativa è stato
devoluto oggi a Soleterre, che da 20 anni si occupa di portare
sollievo ai bambini ucraini che stanno soffrendo, non soltanto a
causa della guerra. Grazie a Soleterre sono stati allestiti
nelle scorse settimane “corridoi umanitari” che hanno consentito
il trasferimento dei piccoli pazienti da Kiev ad ospedali
italiani (compreso il San Matteo di Pavia).   
“Nel corso dell’anno scolastico appena concluso abbiamo
incontrato più di 2mila bambini di tutte le scuole della
provincia, portando negli istituti scolastici pavesi i principi
del ‘km zero’, della stagionalità, della salubrità e della
sostenibilità di un’alimentazione che guarda con un occhio
diverso ai prodotti del territorio e della campagna – ha
sottolineato Stefano Greppi, presidente di Coldiretti Pavia -.   
Oggi concludiamo dunque il progetto EduCA-Educazione alla
Campagna Amica 2022 e lanciamo idealmente l’edizione 2023”.   
(ANSA).   

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Fonte: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/06/28/ucraina-coldiretti-pavia-consegna-assegno-a-soleterre_c59aa17b-55ab-4c8a-a943-2b7779cc9cff.html

Pride Milano, Regione Lombardia nega il patrocinio alla manifestazione «arcobaleno» di sabato 2 luglio

Pride Milano, Regione Lombardia nega il patrocinio alla manifestazione «arcobaleno» di sabato 2 luglio




di Stefania Chiale

Bocciata la richiesta dell’Arcigay nonostante il Consiglio regionale avesse approvato, con voto segreto, una mozione per garantire una presenza istituzionale alla manifestazione Lgbt. Galizzi (Lega): «La giunta ha riportato l’ordine»

La Regione Lombardia nega anche quest’anno il patrocinio al Gay Pride di Milano previsto per sabato 2 luglio. L’Arcigay di Milano, come tutti gli anni, era tornata a farne richiesta per aggiungere il patrocinio della Regione a quella di Comune e Città metropolitana. Questo dopo che il 14 giugno il Consiglio regionale aveva approvato, con voto segreto, la mozione per garantire una presenza istituzionale alla manifestazione Lgbt prevedendo la partecipazione di un rappresentante della Regione e l’illuminazione della facciata di Palazzo Pirelli con i colori della bandiera arcobaleno. «Niente di nuovo rispetto al passato — commenta il presidente di Arcigay Milano, Fabio Pellegatta —, ma una triste conferma: evidentemente la linea politica della Regione rimane inalterata e si conferma insensibile nei confronti di una manifestazione di libertà. Il loro modo di concepire la tutela della libertà è diversa dalla nostra, in un momento storico in cui a livello internazionale appare evidente che i diritti non sono mai acquisiti per sempre».

La sentenza Usa contro l’aborto

Il riferimento è alla recente sentenza del Corte suprema degli Stati Uniti che ha cancellato il diritto all’aborto a livello federale. «È estremamente importante decidere dove stare: se dalla parte di una società che tutela le libertà individuali di tutti o da quella di chi a livello internazionale sopprime i diritti delle persone Lgbt. I diritti sono una costruzione continua: se non si è continuamente coinvolti in questa costruzione si rischia di perdere quelli già ottenuti e di vedere allontanarsi quelli che ancora mancano, come in Italia».

Quando l’«Arcobaleno» sfilò a Sanremo

Sono passati 50 anni, infatti, dalla prima manifestazione del movimento Lgbt italiano (a Sanremo nel 1972): «In questi 50 anni — continua Pellegatta — è cresciuta la partecipazione della popolazione a un progetto di crescita sociale e di civiltà. Dal punto di vista istituzionale e giuridico ci sono state tre leggi: la 164 sul diritto all’identità di genere (1982), la legge Cirinnà e l’assorbimento della Direttiva europea sulla discriminazione sul posto di lavoro. Queste leggi hanno tutte bisogno di una revisione e implementazione: la legge Cirinnà sul matrimonio egualitario e sulle adozioni, la 164 sulle problematiche per le persone transessuali e transgender».

Galizzi (Lega): «Riportato l’ordine»

Per Alex Galizzi, consigliere regionale della Lega, invece, la Giunta lombarda ha «riportato l’ordine» negando il patrocinio: «Se dobbiamo replicare le oscene ostentazioni di Cremona, dove una statua della Madonna è stata vilipesa, è bene riportare ordine e così la Giunta ha fatto». Il voto favorevole del Consiglio regionale lo scorso 14 giugno è stato «un errore madornale che finisce per confondere gli elettori e dare uno spaccato falsato di quello che rappresentano simili iniziative». Il Pride, continua il consigliere, «si fa portavoce della teoria gender nelle scuole e ai danni dei più piccoli, degli asterischi nella grammatica, dei bagni neutrali, della carriera alias, nonché dell’adozione di bambini per persone dello stesso sesso e, cosa ancora più grave, della vergognosa pratica dell’utero in affitto».

Simone Verni (M5S): «Modalità Medioevo»

Mentre per Simone Verni (M5S), primo firmatario del pdl 109 e della mozione approvata in aula, «la demagogia e l’intolleranza di questa classe politica di non hanno limiti. Il voto del Consiglio aveva rappresentato un segnale, una speranza di un futuro fatto di maggiori diritti, più tollerante ed inclusivo. La Giunta al contrario, scegliendo di non patrocinare il Pride, ha voluto affrettarsi a riportare l’ordine vigente in modalità medioevo». Dalla giunta Fontana «non ci potevamo aspettare niente di meglio — commenta la consigliera regionale del Pd Paola Bocci —. Il Pride è una manifestazione di libertà contro ogni forma di discriminazione, negando il patrocinio la giunta regionale perde un’occasione per dimostrare la sua vicinanza alla comunità lgbtq+. A maggior ragione ha valore la presa di posizione del Consiglio che a maggioranza, sebbene a voto segreto, ha imposto la partecipazione ufficiale della Regione e l’illuminazione di Palazzo Pirelli. Evidentemente, con buona pace della Lega, certe posizioni omofobe e retrograde non sono condivise nemmeno da tutti gli esponenti del centrodestra».

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28 giugno 2022 (modifica il 28 giugno 2022 | 18:10)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/22_giugno_28/pride-milano-regione-lombardia-nega-patrocinio-manifestazione-arcobaleno-sabato-2-luglio-318568f0-f6e2-11ec-9143-1626935df89d.shtml

motogp.com · RISULTATI DEL GP – 2021 ITA MotoGP RAC World+Standing

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