La medicina del territorio è in attesa di buone notizie


Gentile Schiavi, le Case di Comunit si basano sulla presenza dei medici di medicina generale (Mmg) associati e di altri servizi sanitari con orari estesi. Una buona idea per rafforzare la medicina territoriale, oggi poco vicina alle esigenze degli utenti, quanto meno per orari disponibili, possibilit di prenotazione, disponibilit di servizi vari. Il 22 dicembre, con grande eco, stata inaugurata la prima Casa di Comunit a Milano in via Rugabella nella sede del precedente poliambulatorio. Abitando vicino, il giorno dopo con piacere mi sono recato per scegliere uno dei medici: ho visto nuove targhe e nuovi cartelli ma ho trovato chiuso. Sono tornato in gennaio ma non ho trovato novit: nei fatti la nuova Casa di Comunit assomiglia molto al vecchio poliambulatorio. Sono sicuro che prima o poi i medici ci saranno ma era necessaria l’inaugurazione virtuale? Marcello Crivellini

Caro Crivellini, ho aspettato qualche giorno a pubblicare la sua lettera perch pensavo di darle non una, ma due buone notizie: la prima che nel frattempo i medici in via Rugabella sono arrivati e la seconda doveva essere il via libera del governo al rafforzamento della medicina territoriale. Abbiamo l’osso ma non ancora la polpa, insomma. Per si sta delineando tra Regioni e Ministero della Salute qualcosa che va nella direzione annunciata dall’assessore Moratti (Corriere del 21 novembre): l’aumento dei massimali per i giovani medici delle scuole di formazione (si passerebbe da 650 a mille pazienti) e un allargamento del tetto di mutuati per i medici di famiglia (alleggeriti di alcuni compiti burocratici). Si tratta di tamponi su un’emergenza, ma segnano un primo passo nella direzione giusta, come le 203 case di Comunit che entro il 2003 saranno — stato annunciato — realizzate in Lombardia. Noi ci auguriamo come lei che le inaugurazioni non siano virtuali, e che la Lombardia imbocchi con coraggio la strada di un sistema sanitario meno ospedalocentrico, guardando al medico di famiglia come risorsa e non come problema. Va ripensata la struttura organizzativa della sanit e va fatto quel che in passato non mai stato fatto: un sistema vincolante con riconoscimenti e obiettivi per i medici di famiglia, una corporazione da guidare e non lasciare a se stessa nell’indifferenza della politica, ma nemmeno mandare allo sbaraglio, come nella prima fase della pandemia.gschiavi@rcs.it

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22 gennaio 2022 (modifica il 22 gennaio 2022 | 09:24)



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/notizie/caso_del_giorno/22_gennaio_22/medicina-territorio-attesa-buone-notizie-fcaca8f2-7b5b-11ec-830f-a689bbf9b7cc.shtml