Milano, le notti spericolate dei ragazzi: le incursioni e le sfide nei palazzi «proibiti»


È un giovedì sera d’estate. Una quindicina di sedicenni — studenti del liceo, compagnia mista e allegra — festeggiano il compleanno di tre di loro e si danno appuntamento sotto una delle torri di via Richard. È buio, c’è un cancello aperto, un altro si scavalca con facilità e le scale esterne all’edificio, l’unico vuoto da anni e parzialmente nascosto da impalcature, sono un’attrazione. Salgono su, i ragazzi, fino al 16esimo piano, con qualche birra, la musica, la voglia di guardare il panorama dall’alto. Non è certo la prima volta che ci vanno. È un posto che conoscono, vicino al campetto dell’Iris dove si gioca a calcio. Un posto tranquillo, ai loro occhi (anche se vietato). Ma a un certo punto, ballando, succede la tragedia. Uno di loro, che è vicino alla balaustra, perde l’equilibrio. Un amico lì accanto se ne accorge, cerca di afferrarlo per la maglietta, non riesce, la maglietta si slabbra e il ragazzo precipita: il volo viene interrotto dall’impalcatura dopo circa cinque metri e, per miracolo, il 16enne si salva.

Ma ancora adesso, a una settimana dalla disgrazia, è in terapia intensiva al Niguarda: prognosi riservata e con un trauma cranico da tenere sotto costante osservazione. Per gli adolescenti di tutte le epoche, fare serata in luoghi inaccessibili è attraente ma si tratta di luoghi poco sicuri. Ora a muoversi sono i giovanissimi. Su circa 180 immobili abbandonati, alcuni in via di riqualificazione e altri in attesa di essere demoliti, una dozzina almeno sono bazzicati da loro. Luoghi un po’ paurosi e tanto più allettanti quanto più consentono di salire in alto. Cancelli e cartelli non servono, guardiani non ce n’è.

shadow carousel


Milano, i «giochi pericolosi» nei palazzi abbandonati

Mercoledì sera vicino al campetto da calcio di via Noale, a Baggio, un’altra «festa». L’appuntamento è l’ex Istituto Marchiondi, chiuso dagli anni Settanta, demolizione frenata dai vincoli delle Belle Arti. Dopo aver giocato o guardato la partita, le birre in mano, si va: sono le 23 circa. C’è una stradina circondata da verde che diventa sterrata, si passa di fianco a un’antenna dell’Enel desolata su cui qualcuno fa la mossa di arrampicarsi, ad un certo punto il muro di cinta mostra un pertugio e i ragazzi passano sotto senza problemi. Entrano nel terreno, si arrampicano fino al tetto del rudere. Chi li sente, chi li vede? Molte volte, come mercoledì sera, nessuno. Eppure le forze dell’ordine fanno il loro lavoro e il Comune ha provato a introdurre penalità in termini di diritti edificatori per chi non provvede a riqualificare, ma la Regione ha un’impostazione diversa e la materia è discussa. Ci sono l’ex Innocenti al Rubattino, i capannoni di via Cadolini a Molise Calvairate, il «Cementone» di Greco, un alto edificio dismesso in fondo a viale Ortles, un altro a metà di via Savona, e ancora quello tra via Meucci e via De Notaris, alla Martesana, quello in via Medici del Vascello, non lontano dal boschetto di Rogoredo. Qui pre-Covid si organizzavano (legalmente) anche «escape room» alcoliche e horror a pagamento.

Difficile identificarli, i punti di ritrovo. E non vale solo per gli immobili in disuso. Qualche settimana fa alcuni ragazzi sono entrati alla piscina Romano di via Ampere, dribblando i divieti. E domenica sera altri hanno scavalcato le due recinzioni della palestra «Zero gravity», a Lambrate. Nel giardino ci sono i tappeti elastici, ci sono saltati sopra tutti insieme. E uno di loro — 19 anni — si è rotto entrambe le gambe. Quante altre incursioni ci sono state, lì e altrove, di cui non sappiamo niente? Probabilmente molte. Anche perché nel gruppo vige la regola che meno si racconta, meglio è. C’è una forbice sempre più ampia: tra loro i ragazzi si rendono sempre visibili tramite social e app come Life360 che li localizzano ogni minuto. Ma davanti agli adulti, spostamenti e bravate sono invisibili. La parola d’ordine è «snitch»: se spifferi sei uno spione, un traditore.

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta cliccare qui.

1 luglio 2021 | 07:49

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_luglio_01/milano-palazzi-abbandonati-feste-alcol-sfide-ed3a359a-d9dc-11eb-9b34-ea2fae57adbd.shtml

Lascia un commento