Lo smarrimento della città e i sacrifici verso la ripartenza


Caro Schiavi, pensavo che la Milano uscita dalla zona rossa e arancione fosse un po’ meno caotica ma devo ricredermi: piste ciclabili che spuntano ovunque, viabilit peggiorata, pericolosi monopattini sui marciapiedi, dehors, movida e occupazione privata di spazi pubblici. Avevo perso l’abitudine alla confusione e certamente faccio fatica a riabituarmi, ma non vedo ancora quella Milano capace di sprizzare energia che molti, lei compreso, dipingevano. Non credo di essere un’eccezione, ma gradirei che si parlasse della vivibilit cittadina con meno ideologia e pi concretezza.Paolo B.

Caro Paolo B., debbo cominciare con una singolare smentita: non vorrei che per rispettare la sua volont di evitare il cognome, sorga in qualcuno il sospetto che lei sia imparentato con la famiglia Berlusconi. Puntualizzo che non cos. Quanto al resto, procediamo. Innanzitutto la confusione viabilistica: innegabile. Ma questo non il benefico caos che precedette l’inaugurazione di Expo, con il via vai dei cantieri, la corsa febbrile a sistemare bar e locali, le code e le emergenze risolte all’ultimo minuto. Questo un rebelot (mi ripeto, l’ho gia scritto) in cui ogni cosa sembra slegata dall’altra. Una lettrice ha usato un’immagine efficace: un po’ come se avessero aperto le gabbie e invece di ritrovarci nella stessa citta di prima ne stiamo trovando un’altra (corso Buenos Aires l’esempio pi eclatante). Il senso di attesa, invece, accomuna molti, come se ci fosse venuto a mancare qualcosa: amici, riferimenti, fiducia, spiriti guida. Milano ha sempre saputo rialzarsi e anche oggi ha nella sua capacit di attrarre talenti, creare opportunit e offrire percorsi di studi per i giovani, una leadership indiscussa. Ma dopo la pandemia non ha ancora elaborato un progetto su quel che deve essere: non pu essere la stessa di prima. Invece il driver resta l’immobiliare: boom dei prezzi, un box si affitta a 200 euro nelle zone semicentrali, un bilocale vale oro. Sar un buon segno, ma le diseguaglianze aumentano. La pandemia ha messo in evidenza la connessione tra salute e ambiente: ma qui si spostano gli ospedali e si fanno case, come si fa a rafforzare l’identit di quartiere? Credo che per una risposta ai suoi dubbi si debba attendere l’autunno. Una cosa per vedo in positivo e d speranza: la grande forza espressa dal Terzo settore: l vedo sacrificio, generosit, rispetto del bene comune. da qui che si riparte.

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1 luglio 2021 | 08:55

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/notizie/caso_del_giorno/21_luglio_01/smarrimento-citta-sacrifici-la-ripartenza-08815954-da38-11eb-b90a-fb70429ba8fb.shtml

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