Da Codacons esposto per truffa contro Malika Chalhy – Lombardia


Con soldi campagna online ha preso auto e cane, polemica sul web


(ANSA) – MILANO, 02 LUG – Dopo le polemiche divampate sui
social per la macchina e il cane comprati con i soldi raccolti
online, oggi il Codacons annuncia di aver fatto un esposto alla
magistratura “per la possibile fattispecie di truffa aggravata”
contro Malika Chalhy, la ragazza cacciata di casa dopo aver
rivelato di essere lesbica.
   
Per il Codacons, “la vicenda di Malika dimostra ancora una
volta come nel settore regni l’anarchia: chiunque può chiedere
soldi ai cittadini attraverso piattaforme come Gofundme, ma poi
non c’è alcun controllo sulla reale destinazione dei soldi
raccolti, e le stesse società che ospitano le campagne di
solidarietà declinano qualsiasi responsabilità per eventuali usi
non conformi dei fondi donati dai cittadini. Pertanto sul caso
di Malika Chalhy abbiamo deciso di presentare un esposto alle
Procure della Repubblica di Milano e Firenze, affinché avviino
una indagine sulla vicenda alla luce della possibile fattispecie
di truffa aggravata, accertando i fatti e le relative
responsabilità anche nei confronti dei gestori delle piattaforme
che ospitano le raccolte fondi, per omissione di controllo e
concorso in eventuali reati che saranno ravvisati”.
   
Intanto Malika su Instagram ieri ha pubblicato i bonifici
fatti a varie associazioni e ha spiegato che l’auto fa parte
“della ricostruzione della mia vita”. Sui social, tanti i
commenti che sottolineano il ritorno di immagine negativo per la
causa Lgbt: “Per colpa di #Malika, adesso gli omofobi – scrive
Francesco su twitter – hanno un’arma in più per screditare la
causa LGBT. Esattamente quello che andava evitato”. “La storia
di #Malika mi fa troppa rabbia perché sicuramente – aggiunge
Enrik – verrà strumentalizzata, si inizierà a dire “eh i gay e
le lesbiche visto che fanno? Si approfittando della buona
gente”. Nella foga del commento, qualcuno ha pure sbagliato
destinatario, scrivendo a Malika Ayane: “Cari #fulminidiguerra
che mi intasate la mail e i social con insulti o espressioni di
solidarietà, ho una notizia per voi: la Malika che cercate – ha
scritto l’artista su twitter – non sono io. Incredibile che nel
2021 ci siano più donne con lo stesso nome, eh?”. (ANSA).
   

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