Legnano, Kelmend dall’amputazione della mano sul lavoro al sogno delle Paralimpiadi di tiro con l’arco


L’infortunio sul lavoro, che a 35 anni gli provoca l’amputazione della mano destra. La disperazione. E poi, quasi per caso, il riscatto, la riscossa su una vita che sembrava segnata. Per Kelmend Cekaj, albanese in Italia dal 2002, la risalita dal dolore e dalla frustrazione arriva dal tiro con l’arco. Sport di cui diventato campione, vincendo quattro titoli italiani a squadre con la Polisportiva Disabili Valcamonica, gareggiando da noi e in Europa. E ora il sogno: gareggiare con i colori dell’Albania alle paralimpiadi di Tokio, in programma a partire dal prossimo 24 agosto.

Kelmend Cekaj

Niente male per un giovane operaio messo a dura prova dalla vita, che in meno di cinque anni ha bruciato le tappe del Para-Archery, diventando un campione nella categoria Compound. E pensare – racconta Kelmend, 52 anni – che prima dell’incidente in fabbrica non sapevo neppure bene cosa fosse il tiro con l’arco. stata Giorgia Albanese, l’assistente sociale che mi segue da quando mi sono infortunato, a propormi di dedicarmi allo sport. Non certo per diventare campione, ma per lavorare sul mio umore, per sentirmi meno disperato, per non passare il mio tempo a rimuginare sulla mia disgrazia. Chi avrebbe mai immaginato che mi sarei innamorato di un arco munito di pesi e carrucole e di frecce da mandare a segno….

L’incontro di Kelmend con arco e frecce risale al 2016 e non stato dei pi semplici: perch non facile tendere un arco e mandare a bersaglio una freccia utilizzando solo una mano. Ma lui non si rassegna: Dovevo trovare una soluzione e per questo ho studiato giornate intere su Internet e con chi ne sapeva pi di me, perch occorreva modificare l’attrezzatura. Con l’aiuto di Antonio Zara, un amico di Vanzaghello, ho lavorato sul progetto della spalliera cui mi appoggio per prendere posizione prima di tirare. Poi – continua Kelmend – abbiamo modificato alcuni attacchi dell’arco in modo da poter usare la bocca per scoccare il dardo. In pratica, se i normodotati utilizzano una delle due mani per sganciare la freccia, Kelmend tiene il dispositivo di sganciamento tra i denti: al momento di tirare, preme il dispositivo con la bocca e la freccia parte. Certamente l’unico in Italia a utilizzare un meccanismo del genere anche perch – dice Cekaj – l’ho messo a punto io.

Dopo aver gareggiato con la Polisportiva Disabili Valcamonica, ora Kelmend Cekaj si allena con la Societ sportiva Arcieri del Roccolo, di Canegrate. In inverno dedica alla preparazione anche quattro giorni a settimana, sia a Canegrate che a Legnano, dove pu utilizzare una palestra. Ora la grande sfida, ovvero partecipare alle paralimpiadi di Tokio: Per staccare il biglietto per il Giappone – dice il campione albanese – dovr qualificarmi e proprio per questo il prossimo 2 luglio partir per Novomesto, in Repubblica Ceca. Sar l’unico albanese a gareggiare per il Para-Archery, categoria Compound, e mi presenter a livello individuale. L’atleta legnanese partir per le qualificazioni in Repubblica Ceca insieme al suoi allenatore, Elio Imbres: Il successo di Kelmend possibile grazie a un progetto di collaborazione tra Inail e Comitato italiano paralimpico. Oggi – ricorda Imbres – sono oltre duecento gli atleti con menomazioni che praticano tiro con l’arco: di questi, circa un centinaio partecipano ai campionati italiani. Oltre all’oro alle gare di Tokio, Kelmend ha un altro obiettivo, quello di trovare un lavoro. Bersaglio non impossibile da centrare. Lui lo sa bene.

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30 giugno 2021 | 11:43

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_30/legnano-kelmend-dall-amputazione-mano-sogno-olimpiadi-feb69fb4-d984-11eb-9b34-ea2fae57adbd.shtml

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