«Rubens Fadini, mio zio, era il futuro del Grande Toro: morto a Superga, riposa a Arcore»


Il guardiano del cimitero di Arcore non manca mai di portare dei fiori sulla tomba di famiglia. uno dei pochi a sapere che proprio nel camposanto della cittadina brianzola riposa Rubens Fadini, uno dei campioni del Grande Torino, la squadra pluricampione negli anni Quaranta, destinato ad essere l’erede di Valentino Mazzola, morto con tutta la squadra nella tragedia di Superga. Fadini, originario del Ferrarese, si trasfer con i genitori Angelo e Anita in quella che al tempo era la provincia di Milano.

Dei suoi dodici fratelli e sorelle nessuno pi in vita, ma tra i nipoti e pronipoti c’ un medico monzese, luminare della procreazione assistita e direttore, fino allo scorso anno della Ginecologia degli Istituti Clinici Zucchi che porta il suo nome. Sono nato l’anno dopo la tragedia di Superga — spiega —. Mio padre volle ricordare il fratello dandomi il suo nome e cos sono cresciuto con il mito di questo zio famoso che non ho mai potuto conoscere, anche se agli amici quando giocavo a calcio da ragazzino dicevo, mentendo, che era stato lo zio ad insegnarmi tutto.

Uno zio scomparso a soli 22 anni sull’aereo che decoll il 4 maggio 1949 da Lisbona, in Portogallo, dove gli Invincibili avevano preso parte a un’amichevole per raccogliere fondi a favore di Francisco Ferreira, capitano del Benfica. La rotta prevedeva uno scalo a Barcellona e poi su, verso Torino, passando sopra Savona. Nella tragedia di Superga morirono in 31: l’equipaggio, gli accompagnatori, tre giornalisti al seguito e l’intera squadra, che al tempo rappresentava la quasi totalit della Nazionale italiana.

Rubens Fadini era un neoacquisto di quel Torino. Si era messo in mostra con la maglia della Gallaratese e fu strappato agli altri principali club italiani che si contendevano il suo talento a centrocampo.Quando penso a lui penso alla storia della mia famiglia, una stirpe di braccianti originaria del Polesine — dice il nipote medico —. Si erano trasferiti a Milano e poi in Brianza in cerca di un riscatto. Nelle fotografie hanno tutti lo stesso sguardo fiero, che io chiamo lo “sguardo Fadini”. Sono uomini forti, possenti che avrebbero tutti potuto fare sport ad alto livello. In famiglia si racconta che il padre Angelo non fosse contento della passione per il calcio del figlio, sperava per lui un lavoro normale, ma si arrese di fronte al suo talento e alla sua forza di volont.

Fadini era un centrocampista moderno. Giocava davanti alla difesa, ma non disdegnava le sortite in attacco. A Jolanda di Savoia, il paese in provincia di Ferrara dove era nato, aveva trascorso solo pochi mesi. Aveva iniziato tirare i primi calci nella Tresigallo. Poi, arrivato a Milano, aveva debuttato giovanissimo nel Dopolavoro Ceretti e Tanfani e, finita la Seconda Guerra Mondiale, venne acquistato dalla Gallaratese, che in quel periodo militava in serie B, dove rest per tre anni prima di venire acquistato dai granata. Con la squadra entrata nel mito disput in tutto dieci partite segnando un gol contro il Milan nella vittoria per quattro a uno il 6 marzo del 1949.

Il suo ultimo match in maglia granata, contro l’Inter a San Siro, entr in campo dalla panchina per sostituire Valentino Mazzola. Una prova per un possibile cambio di testimone, visto che il grande campione aveva gi trent’anni, un’et avanzata per i calciatori dell’epoca. Poi, il 4 maggio, la tragedia di Superga. Sono piacevolmente sorpresa nello scoprire che ad Arcore sono tumulati i resti un grande sportivo — spiega Rosalba Colombo, sindaco di Arcore —. Purtroppo sono alla fine del mandato. Non ho il tempo tecnico per pensare a una intitolazione di strada. Lascio sicuramente a chi verr l’input di pensarci.

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Bastacliccare qui.

29 giugno 2021 | 07:21

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_29/rubens-fadini-mio-zio-era-futuro-grande-toro-morto-superga-riposa-arcore-86de7116-d834-11eb-b949-f9df7b28a0a6.shtml

Lascia un commento