Milano, piazza Gramsci e l’incubo dell’autosilo che dura da trent’anni: «I nostri box cadono a pezzi»


L’ultimo sopralluogo è di poco tempo fa. E non lascia scampo. Bisogna intervenire, e in fretta, per evitare la «concreta possibilità che si verifichino distacchi di porzioni di copriferro, mattonelle o cedimenti strutturali delle aree grigliate anche a seguito di modesto sovraccarico». Piazza Gramsci è la porta d’ingresso alla Chinatown di Milano. Sotto il grande spiazzo pavimentato si sviluppano quattro piani di autosilo, di proprietà comunale. Una struttura che si trascina problemi da tempo, da quasi trent’anni, di fatto dalla realizzazione del garage.

A febbraio, i condomini sono tornati a scrivere a Beppe Sala per denunciare la situazione. Nella lettera inviata al sindaco, i cittadini ricostruiscono la tormentata vicenda dell’autosilo, costruito negli anni Novanta: un piano dedicato ai posti auto a rotazione, affidato alla cooperativa «Vivere in città», mentre negli altri tre sono presenti i box assegnati. Ma «la pessima» qualità dei lavori, ricorda Alessandra Jelmoni, architetto e condomina dell’autosilo, è evidente fin da subito. «Nel 1996 i collaudatori rilasciano un collaudo condizionato all’esecuzione di lavori malfatti o parzialmente eseguiti», spiega. I correttivi però non sarebbero mai stati fatti, nonostante il Comune l’anno seguente avesse dato all’azienda un ultimatum . Nel frattempo, pochi anni dopo, i box furono comunque assegnati ai residenti della zona.

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Piazza Gramsci, i box a pezzi: il dossier fotografico dei residenti

Solo negli ultimi anni, però, gli incidenti sono stati diversi, e tutti documentati e segnalati. Dalle infiltrazioni d’acqua dalla fontana della piazza, ai difetti dei portoni tagliafuoco, alla lunga sequenza di distacchi delle lastre in pietra (l’ultimo nel novembre scorso), fino al blocco degli ascensori che portano in superficie «mai collaudati e privi di numero di matricola». Anche l’ultimo report dei tecnici incaricati dai condomini fotografa le svariate «criticità che minano la sicurezza degli utilizzatori dell’autosilo e della sovrastante piazza», scrivono, indicando la necessità di «interventi urgenti, da eseguire immediatamente, e interventi necessari ma meno urgenti, da eseguire comunque in un orizzonte temporale di massimo due anni». La lista di contromisure è lunga: transennare le grate di areazione a rischio cedimento; fissaggio delle mattonelle delle due edicole e della sovrastruttura di accesso alle rampe per il pericolo di distacchi; consolidamento dell’intonaco; ripristino delle lastre sul soffitto del piano seminterrato danneggiate dalle infiltrazioni.

«Sono del tutto evidenti le responsabilità della cooperativa, non solo in quanto concessionaria fino al 2050 dell’immobile da lei fatto costruire, ma anche in qualità di assegnataria del piano -1 dal 1995 al 2025», sottolineano i tredici condomini che hanno scritto al sindaco per chiarire la «totale estraneità» alle accuse di responsabilità «dovute a una cattiva e/o mancata manutenzione da parte del condominio che il Comune insite nel sostenere evitando ogni confronto» e per cui chiede che siano proprio i proprietari dei box a farsi carico dei costi degli interventi. «Le nostre continue richieste di approfondimenti e chiarimenti sulla grave situazione sono state finora inutili», è la conclusione di Alessandra Jelmoni: «Il Comune di Milano insiste nel declinare ogni responsabilità».

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30 giugno 2021 | 07:54

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_30/milano-piazza-gramsci-l-incubo-dell-autosilo-che-dura-trent-anni-nostri-box-cadono-pezzi-c898a8ec-d8d4-11eb-8266-a744dc7bc2d8.shtml

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