Milano, cade l’obbligo di mascherina all’aperto ma in molti continuano a indossarla. «Avanti con prudenza»


Il segno dell’abbronzatura. Succede a quelli più ligi. Marta cammina lungo via Torino. Il primo giorno (senza mascherina) non si scorda mai. Dice di indossarla da mesi. Al chiuso, ma anche all’aperto. Una volta c’era il segno del costume. Poi quello degli occhiali. Ora quello della mascherina. Nel giorno più caldo dell’anno (o uno dei, ma la percezione è certamente a livelli da record), anche Milano festeggia la liberazione dall’oggetto che ha segnato gli ultimi 15 mesi (qui tutte le regole e le eccezioni). Ma la sensazione non è quella di uno spogliarello collettivo. Basta fare due passi in giro per la città per scoprire che chi la usava prima continua a tenerla. Chi, almeno all’aperto, aveva già rinunciato si sente più a suo agio nel girare a volto scoperto. Mesi di dibattito aperto. Con gli aperturisti della politica (la cosiddetta «linea Salvini») che volevano spogliarsi di ogni dispositivo e di ogni protocollo restrittivo. I prudenti, invece, che dicevano che meglio di no, che non si sa mai. Arriva il giorno zero di questo nuovo mondo liberato, con l’Italia intera di bianco vestita, e scopri che la forza dell’abitudine vince su ogni cosa.

No mask, quindi, fino a un certo punto. Gli psicologi dicono che lo choc durerà. Se hai vissuto nell’ottica che la mascherina fosse lo schermo più tangibile e credibile, difficile farne a meno. C’è chi si chiede se diventeremo tutti cinesi. Lo dicono i medici che la grande lezione che ci possiamo mettere in tasca da questi 15 mesi maledetti è proprio l’aiutino della mascherina per scongiurare questo o altri virus. La curva dell’influenza 2020/2021 segna i minimi di sempre. Evidente che le mascherine possano essere un alleato in situazioni prestabilite come supermercati, mezzi pubblici o altri luoghi di assembramento. Ed è altrettanto evidente che questo sia lo scenario con cui si dovrà convivere. Perché, come raccontano, i negozianti di via Dante, «se hai reso naturale il gesto di schermare bocca e naso, difficile che si possa cambiare da un giorno all’altro».

In realtà il decalogo racconta un abbandono più parziale di quello che possa sembrare. C’è un motivo per cui quasi tutti girano con la mascherina ancorata al braccio, al polso o a penzoloni sul collo:l’obbligo di indossarla resta intatto all’interno dei locali, in caso di assembramenti, negli uffici o nei negozi. Per questo l’ultima ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza obbliga al concetto di bagaglio a mano. La mascherina sempre al seguito dai 6 anni in su. Perché restano l’anello decisivo di una strategia di arrocco. Un passo avanti per non farne due indietro. L’arma legale per scongiurare anche la pur minima ondina di ritorno.

C’è poi un altro approccio, forse inevitabile pure quello. Quello di chi non cambia perché nulla sa. E qui si apre l’altro grande tema che ha animato discussioni e liti in era pandemica. Quello della confusione mediatica, dei virologi che disegnano scenari e poi li smontano cambiando canale. Quello di chi dice che la guerra è finita, per poi seminare il panico andando dietro alla prima mina variante. C’è gente che si incolla con tutte le sue forze a quelle piccole certezze quotidiane e la mascherina ormai era diventata una di quelle.

C’è poi un fronte nuovo. Quello dei turisti che tornano a fare i turisti, con il green pass nel taschino. La Galleria è un forno. Eppure ci sono quelli che arrivano da Paesi dove la mascherina è ancora obbligatoria e gli rimane tatuata sul volto. Passano due ragazze in tenuta più che estiva, ma alla mascherina non rinunciano nonostante siano sui pedali di una bici. Poi un avvocato milanese in doppiopetto e mascherina al semaforo sul suo scooter.

C’è però un aspetto evidente, che allontana di molto questa fase da quella degli esordi delle mascherine. Quando si riaprì l’Italia sulle macerie della prima ondata, chi girava a volto scoperto era guardato malissimo. Occhiate cattive, insulti vari. Nel mirino più di tutti, i runner, liberi (per ordinanza) di correre senza protezioni, ma colpevoli per molti di esagerare con la semina di droplet all’apice della fatica. Quella tensione sembra superata. La progressione della campagna di vaccinazione, l’estate, il caldo tropicale, smorzano i contrasti. Ora chi indossa la mascherina lo fa per se stesso, non perché gliel’ha ordinato un decreto. A rendere ancora più prudente il gesto però c’è il fatto che molte di queste persone, soprattutto anziane, hanno già ricevuto la doppia dose di vaccino. Il terrore di fondo resta lì scolpito.

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29 giugno 2021 | 07:10

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_29/milano-primo-giorno-senza-obbligo-mascherina-all-aperto-molti-continuano-indossarla-8dd5a65a-d844-11eb-b949-f9df7b28a0a6.shtml

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