Lodi, addio a Peppino Barbesta: il don operaio che creò i Tir della speranza


Nel 2011, prima di salire sul palco a Lodi insieme all’allora sindaco e oggi ministro della Difesa Lorenzo Guerini, Lech Walesa passò a Retegno per una messa in suo onore celebrata da don Peppino Barbesta. Walesa e don Peppino, scomparso sabato a Fombio a 89 anni, erano amici dalla metà degli anni Ottanta. Da quando il sacerdote con occhialini e basco, che predicava il Vangelo in fabbrica negli anni 70 dall’altra, con il suo movimento (i Cristiani Credenti fondato nel 1976) portava aiuti e sostegno a Solidarnosc grazie ai tir della solidarietà. Don Peppino Barbesta viveva nella Bassa Lodigiana e per tutti era il «sacerdote degli ultimi». Ordinato nel 1954, dal 1970 cominciò a frequentare i consigli di fabbrica per portare la parola del Vangelo e la sua visione della centralità dell’uomo e del reciproco rispetto nel mondo del lavoro. Non fu una missione semplice, ma i sindacalisti, anche i più duri e lontani dalla parola di Dio, lo ascoltavano con attenzione. Proprio nelle fabbriche iniziò a reclutare i volontari per formare un’associazione dedita agli aiuti umanitari.

Il debutto in Friuli, nel 1976, per soccorrere i terremotati. Lo stesso, quattro anni dopo, in Irpinia. Negli anni, i Tir della solidarietà di don Peppino (carichi di beni di sussistenza, aiuti, fondi e speranza) hanno attraversato mezza Europa e oltre. Arrivavano ovunque ci fosse bisogno di aiuto. In Kosovo, durante le operazioni di pulizia etnica, e nella Bosnia devastata dalla guerra. E poi in Romania e in Bulgaria, oltre che in Polonia, sia prima che dopo il crollo del Muro di Berlino. Poi in Cisgiordania per decenni, con la costruzione di un asilo a Jenin. E ancora in Ucraina, Siria, Mozambico. «Condividevamo il comune amore per la Terra Santa — ricorda il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti —. Nonostante l’età avanzata era tornato anche due anni fa insieme ai suoi volontari. Lo avevo ammonito: si riguardi don Peppino, non è più il caso di viaggiare. Lui mi ha sorriso facendo finta di essere d’accordo ma si capiva benissimo che sarebbe partito l’indomani stesso se avesse potuto».

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27 giugno 2021 | 10:51

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_27/lodi-addio-peppino-barbesta-don-operaio-che-creo-tir-speranza-c3c58c86-d721-11eb-9da9-c034b537f36a.shtml

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