La biodiversità di Milano lungo i binari del treno e sulle mura del Castello

La natura più rara dove meno te l’aspetti. Non dentro ai parchi o nelle aree verdi più curate di Milano. Ma fra le mura antiche del Castello o lungo le sue rotaie del treno. I ricercatori di Botanica della Bicocca, insieme al Museo di Storia naturale, hanno mappato per due anni la biodiversità vegetale della città, andando cioè a studiare come sono distribuite le piante che vivono nel capoluogo lombardo. Un censimento che ha visto campionamenti fra i diversi paesaggi urbani come i caseggiati, le strade, i viali alberati, i parchi e le aree ferroviarie. Il risultato? ” Gli ambienti più trascurati e ignorati dagli interventi umani e dalla pianificazione urbanistica spesso offrono il maggior numero di specie, incluse vere e proprie rarità”. E la percentuale più alta si scopre vicino ai binari dei treni, “un vero e proprio serbatoio per la biodiversità di Milano ” , assicurano gli studiosi.

Il tema può far sorridere qualcuno. ” Sterpaglie, di solito vengono percepite così. Eppure ci sono Paesi come la Gran Bretagna dove questa vegetazione viene tutelata. Perché nascosto lì dentro c’è un mondo incredibile, fondamentale per l’ecosistema”. A parlare è Rodolfo Gentili, uno degli autori dello studio pubblicato sulla rivista Urban forestry and urban Green e coordinato da Sandra Citterio. Su 300 specie vegetali censite a Milano, nell’ambiente lungo le rotaie ferroviarie ne vivono 160, con la zona di Garibaldi che risulta la più ricca di tutte. Un numero altissimo, se pensiamo che i Giardini Indro Montanelli, il più vario fra i parchi, ne ospita 63. ” Abbiamo scoperto che nelle maggiori aree ferroviarie esistono tanti piccoli micro habitat: le rotaie sono molto calde, e quindi ecco per esempio il papavero delle sabbie, giallo, che si trova in ambienti mediterranei. Oppure la cannuccia di palude, tipica degli ambienti umidi, di solito lontani dalle città, e che invece nasce qui vicino alle aree di lavaggio dei treni”. Un vero e proprio corridoio ecologico per gli insetti impollinatori che supportano le altre specie in città, proseguono i ricercatori. Che citano l’esempio di Berlino, dove fra i binari ormai in disuso sono stati creati percorsi natura per osservare quella vegetazione così insolita per un contesto urbano.

Ma ci sono altri luoghi che riservano sorprese. Come le mura del Castello, dove spuntano i capperi, ma soprattutto lo ieracio milanese, un fiore giallo unico, che esiste solo a Milano ed è segnalato fra le specie a rischio. E il messaggio che lanciano i ricercatori è questo: ” All’estero esistono progetti che valorizzano la natura spontanea nelle città, mettendo i nomi accanto alle piante che crescono fra i marciapiedi, insegnando a riconoscerle – spiega Gentili – . Nessuno vuole una città piena di sterpaglie, il verde ornamentale è giusto. Ma non trascuriamo le specie spontanee che sono quelle che costituiscono la biodiversità, ovvero la vera diversità naturale”. 

Fonte: https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/06/12/news/la_biodiversita_di_milano_lungo_i_binari_del_treno_e_sulle_mura_del_castello-305697839/?rss

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