Stefania Bonaldi, il procuratore di Crema: «Considerare anche il punto di vista dei genitori del bambino»


Capisco perfettamente il disappunto di un sindaco, oberato da situazioni di responsabilit, le pi varie, chiamato in causa da una indagine penale per un infortunio accaduto ad un bambino in un asilo nido gestito dal Comune. Muovendo da questo punto di vista, la vicenda inaccettabile. Ma mi pare corretto prospettate anche un differente punto di vista, pi articolato e meno immediato, che a mio parere merita altrettanto rispetto. Cos il Procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Pellicano, dopo le polemiche esplose sul caso della sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, destinataria dei un avviso di conclusioni delle indagini sull’infortunio accaduto lo scorso ottobre ad un bambino che aveva infilato la manina nella porta tagliafuoco, schiacciandosi due dita.

Secondo Pellicano, tuttavia bisogna tenere presente anche il punto di vista dei genitori del bambino tornato a casa con una manina massacrata e propongono querela perch ipotizzano che non sia normale andare al nido e subire gravi lesioni; qualcuno potrebbe portarne la responsabilit. E loro chiedono all’autorit giudiziaria di accertarlo. Il Procuratore ricorda che le attivit di accertamento partono automaticamente, gi in via amministrativa, perch l’Ats, organo tecnico di Polizia in materia di prevenzione infortuni, coinvolta autonomamente dai Carabinieri che hanno ricevuto la querela, tenuta a svolgerle. In questo caso gli accertamenti amministrativi si concludono col prospettare, a torto o a ragione lo valuter l’autorit giudiziaria, le figure astrattamente responsabili, in quanto gestori del servizio, tra esse il Sindaco.

Ma la responsabilit formale e del tutto congetturale denominata responsabilit oggettiva assolutamente insufficiente per provocare una accusa formale ed un rinvio a giudizio. Perch nel nostro ordinamento penale, per fortuna, la responsabilit oggettiva non legittima, occorrendo in casi come questo la prova della conoscenza personale del pericolo, della prevedibilit del fatto lesivo, unita ai poteri di porre rimedio alla situazione pericolosa. Ma il punto di partenza imprescindibile di qualsiasi accertamento penale. L’individuazione della figura che, astrattamente, ricopre la posizione di garanzia, che ha il dovere di attivarsi per garantire la sicurezza di un certo ambiente, pubblico o privato non fa la differenza.

Poi, secondo Pellicano, si potr scoprire che i responsabili abbiano delegato altri o potr anche emergere, meno frequentemente il difetto assoluto di responsabilit concrete. Ma certo poco accettabile l’idea a priori di un vuoto di responsabilit. Questo anche il punto di vista che, non con leggerezza, un’autorit giudiziaria che osserva alla lettera, considerandolo una garanzia di tutela per le persone offese, il principio costituzionale di obbligatoriet dell’azione penale deve prediligere. E di qui sorge il dovere di svolgere accertamenti per ogni fatto astrattamente previsto come reato dalla legge. Il pm non ha la discrezionalit di paralizzarsi, in base alla sua intuizione, magari fondata, circa il fatto che non sar raggiunta la prova di una effettiva responsabilit penale. Non pu omettere le iscrizioni suggerite dagli organi tecnici di polizia giudiziaria nei registri penali. E sarebbe responsabile di una tale inerzia.

9 giugno 2021 | 16:12

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_giugno_09/stefania-bonaldi-procuratore-crema-considerare-anche-punto-vista-genitori-bambino-cacc6050-c929-11eb-84dd-759b0ada817b.shtml

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