Milano, i residenti vincono la guerra alla movida. Scatta il giro di vite sui bar in corso Garibaldi- Corriere.it


La prima stretta alla movida non si scorda mai. Dopo anni di volumi da liti condominiali, risse, cori da stadio e brindisi fino all’alba, i residenti portano a casa il primo punto. Probabilmente insperato. E per questo fortemente indiziato a diventare un precedente per le altre capitali del rumore. Perch il condominio anti-movida ha vinto la sua battaglia.Nel tratto di corso Garibaldi compreso tra via Moscova e via Marsala e in largo La Foppa scatta lo stop all’alcol da asporto dalle dieci di sera e ai dehors dei locali da mezzanotte. Il Comune deve infatti arrendersi di fronte alla sentenza del Tar che ha dato ragione alle proteste del condominio di corso Garibaldi 104. La sentenza 2054/2020 — si legge nella delibera — ha evidenziato, in dipendenza del contenuto delle relazioni tecniche depositate da Arpa, l’esistenza di una connessione tra il superamento dei limiti acustici e la “vendita di bevande, anche per asporto, in orario notturno”, indipendentemente dal fatto che si tratti di bevande alcoliche o non alcoliche. Pertanto, l’introduzione di un divieto riferito alla vendita solo di bevande alcoliche non coerente con l’esigenza di contenere le immissioni sonore e non integra una corretta esecuzione della decisione giurisdizionale.

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Cos parla l’ordinanza. Che in realt accoglie in modo parziale le nostro richieste — spiega Luciano Broggi, portavoce del comitato —. La legge stabilisce che il diritto al riposo notturno inizia alle 22. Se le cose negli ultimi anni sono degenerate sulla scia dei tavolini selvaggi non colpa nostra. Il Tar ha misurato (e pesato) il livello di decibel, che non pu superare quota 55 dalle 22. Qui si registrava un volume che possono produrre 128 radio accese contemporaneamente, aggiunge Broggi.

Da ieri i condomini in guerra con la movida stazionano sul balcone e alle finestre per capire se qualcosa cambiato. Ormai siamo oltre il limite, per cui difficile tornare indietro — aggiunge Broggi —. Qui ormai non entrano nemmeno i taxi e per noi che ci viviamo impossibile arrivare a casa: questi giovani non capiscono che sono loro ad essere nel posto sbagliato. La prima sentenza risale al settembre del 2019. Il condominio di corso Garibaldi 104 aveva chiesto l’adozione di urgenti provvedimenti per la tutela della salute, della quiete, della sicurezza urbana, dell’ordine pubblico in quell’area. Tra l’altro, si legge nella sentenza, il 25 luglio del 2018 la Polizia locale aveva effettuato dei sopralluoghi tra le ore 24 e le 2 constatando la presenza tra il civico 104 di corso Garibaldi ed il civico 5 di largo La Foppa, di centinaia di persone ammassate nei pressi dei locali.

Il Tar spiega che il Comune di Milano certamente si attivato a fronte dell’istanza presentata dal condominio sollecitando l’Arpa ad effettuare i riscontri tecnici necessari per l’accertamento dell’intensit delle immissioni sonore. Accertamenti, tuttavia, non ancora conclusi. La stessa amministrazione, per, non ha preso, poi, determinazioni finali rispetto alle istanze dei condomini. Nulla esclude, scrive il Tar, che l’amministrazione ritenga insussistenti i presupposti di fatto e di diritto per l’adozione delle ordinanze richieste dal condominio, ma deve adottare un provvedimento espresso e motivato. Non basta una laconica affermazione che un’ordinanza anche urgente non sarebbe risolutiva in questo caso. Per i 14 locali compresi nei 150 metri battezzati dal nuovo divieto, la vita notturna rischia di cambiare di parecchio. Dalle 22 intanto non si pu pi servire d’asporto: duro colpo a quel genere di locali che costruiscono il peso dei loro scontrini proprio seminando cocktail e birre da consumare lungo la strada o seduti sui gradoni di corso Como.

Da mezzanotte scatta poi l’obbligo di sgomberare i tavolini all’aperto. Con il paradosso, pi unico che raro, di costringere i locali — quando salter il coprifuoco — a servire i ragazzi all’interno, cosa concessa, per quanto distanziata, e non fuori come il Comune ha incentivato negli ultimi mesi per abbassare il rischio contagi. Una decisione che sarebbe stata sensata in tempi normali, non certo dopo 15 mesi di pandemia che hanno costretto la nostra categoria a salti mortali per sopravvivere, attacca Luca Hu, gestore di Chinese Box, uno dei bar calamita del tratto di corso Garibaldi incriminato. Hu tra l’altro vive al civico salito sulla barricata, quindi conosce bene i toni delle riunioni di condominio. Probabilmente il Comune ha voluto proteggerci lasciandoci investire sui dehors e per questo motivo ora veniamo colpiti da un cavillo giuridico.

La situazione si fa complicata. Da un lato i locali che prendevano la rincorsa per ripartire e uscire dalla crisi. Dall’altra i residenti della zona risvegliati di colpo dopo le coccole di un anno e passa di silenzio sotto casa grazie al lockdown. Finch non riceviamo la Pec che ci notifica l’ordinanza andiamo avanti, spiega Hu. Poi luned ci vedremo con gli altri gestori per studiare una strategia e impugnare l’ordinanza: di questo passo possono far chiudere tutta Milano. Io non posso tenere i ragazzi a casa: arriveranno lo stesso in massa e troveranno il modo di andare a bere da qualche altra parte.

6 giugno 2021 | 07:55

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_06/i-residenti-vincono-guerra-movida-scatta-giro-vite-bar-garibaldi-ed88b7c0-c64e-11eb-8929-1e7e5315cef2.shtml

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