Vaccini: da Statale di Milano nuovo tipo con tecnica diversa – Lombardia


Nei topi ha indotto anticorpi neutralizzanti anti-Covid


(ANSA) – MILANO, 01 GIU – Si chiama LeCoVax2 il vaccino
anti-Covid sviluppato dall’Università Statale di Milano, che
negli studi preclinici sui topi ha mostrato di indurre la
produzione degli anticorpi neutralizzanti del virus SarsCov2. Si
tratta di un vaccino diverso da quelli attualmente in uso per
meccanismo d’azione, conservazione e distribuzione.
   
I ricercatori, coordinati da Claudio Bandi, Sara Epis e Gian
Vincenzo Zuccotti del Centro di Ricerca Pediatrica Invernizzi
della Statale, in collaborazione con Emanuele Montomoli, di
VisMederi Research, hanno già depositato due brevetti lo scorso
febbraio. I vaccini ora somministrati (che sono con Rna o virus
modificati) prevedono la produzione di proteine del virus nelle
cellule dei vaccinati. LeCoVax2 invece si basa su un
microrganismo unicellulare modificato, capace di produrre e
trasportare le proteine virali che fungono da antigeni e possono
stimolare la produzione di anticorpi nel vaccinato. Il
microorganismo che aiuta, agendo come una ‘micro-fabbrica di
proteine’, è la Leishmania tarentolae, non patogena per l’uomo
(e che non c’entra nulla con quella dei cani) somministrabile in
forma inattivata. “Leishmania tarentolae è una sorta di
micro-fabbrica, utilizzabile per la produzione di proteine molto
simili a quelle prodotte nelle cellule di un mammifero, ad
esempio da un virus durante l’infezione o da un vaccino a Rna –
spiega Sara Epis – Una volta inoculate, le proteine virali
prodotte nella Leishmania agiscono come antigeni virali in grado
di stimolare la produzione di anticorpi”. Questo microorganismo
tende a penetrare nelle cellule dendritiche “che intervengono
nelle prime fasi della risposta immunitaria – aggiunge Bandi –
Pertanto, l’uso di Leishmania permette di veicolare queste
molecole direttamente alle cellule centrali nell’induzione della
risposta immunitaria”. Il vaccino ha caratteristiche che lo
rendono adatto per i Paesi in via di sviluppo, secondo Zuccotti,
perchè “puo’ essere sviluppato in preparati liofilizzati
reidratabili – conclude – Puó essere pensato per una
somministrazione per via mucosale, ad esempio orale”. (ANSA).
   

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