Effetto «lockdown», natalità a picco: a Milano nascite più che dimezzate


L’ipotesi, per lo più in forma di battuta licenziosa, circolava con una certa frequenza durante il lockdown. Tanto veniva ripetuta, che venne citata anche in un articolo pubblicato su Science, nel luglio 2020, da un gruppo di eminenti studiosi, tra cui Arnstein Aassve della «Bocconi» e Massimo Livi Bacci dell’università di Firenze: «Si sente spesso dire che la pandemia provocherà un baby boom, perché le coppie passeranno più tempo insieme e sarà più probabile che concepiranno un figlio». In realtà, già in quella pubblicazione, l’ipotesi veniva citata per essere subito smentita, in quanto, almeno nei Paesi più sviluppati, sarebbe accaduto proprio il contrario. La conferma di quella previsione arriva oggi con uno studio sul trend delle nascite nelle maggiori città del Nord Italia. In una tendenza generalizzata alla riduzione, a Milano s’è verificato un tracollo: tra novembre 2020 e gennaio 2021 (nel periodo in cui sono nati i piccoli concepiti durante il lockdown, nel trimestre marzo-maggio 2020) le nascite sono state 2.325. Negli stessi tre mesi di un anno prima, tra novembre 2019 e gennaio 2020, quando la pandemia non era ancora scoppiata, l’anagrafe di Milano aveva registrato 4.187 neonati: oltre il doppio. La recente contrazione «causa Covid-19» è stata massiccia: meno 55 per cento.

Il confronto

Esaminando i dati raccolti nell’articolo Impact of Covid-19 on birth rate trends in the metropolitan cities of Milan, Gena and Turin, elaborato dai medici del policlinico «San Martino» di Genova, si scopre che il calo delle nascite a Milano è stato molto più marcato rispetto alle altre due città prese in esame: a Torino infatti la riduzione è stata del 33 per cento (1.043 neonati a cavallo tra 2020 e 2021, contro i 1.579 dello stesso trimestre pre-pandemia); a Genova la tendenza è stata ancora più labile (meno 12 per cento). Le statistiche sono in linea con lo scenario complessivo che il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, aveva già definito nell’autunno scorso: «I 420mila nati registrati in Italia nel 2019, che già rappresentano un minimo mai raggiunto in oltre 150 anni di unità azionale, potrebbero scendere, secondo uno scenario aggiornato sulla base delle tendenze più recenti, a circa 408 mila nel bilancio finale del 2020, a causa di un calo dei concepimenti nel mese di marzo, per poi ridursi ulteriormente a 393 mila nel 2021».

Le ipotesi

Il primo punto che gli studiosi mettono in evidenza è la ricorrenza storica di un calo delle nascite in seguito a grandi sconvolgimenti catastrofici (guerre, pandemie, eventi naturali). Il tasso di fertilità rimase ad esempio abbastanza stabile nel anni 1913-1918, ma ebbe un forte declino nel 1919, dopo che l’influenza «spagnola» dell’anno prima aveva ucciso circa 50 milioni di persone. Per spiegare il crollo della natalità dopo il Covid-19, nel recente articolo pubblicato sulla rivista Public health vengono chiamati in causa diversi fattori: «Il lockdown ha avuto un fortissimo impatto sul benessere della popolazione, portando un grave stress psicologico. Ansia, frustrazione e noia potrebbero aver compromesso l’attività sociale, ma anche la motivazione ad avere un figlio, così come potrebbero aver influenzato la sessualità». Gli stessi analisti riprendono però quel che appare l’aspetto decisivo, già ampiamente definito su Science nel luglio 2020: «Le chiusure causeranno pesantissime perdite economiche che avranno conseguenze per milioni di famiglie. E data l’irreversibilità della scelta di mettere al mondo un figlio, e i forti costi ad essa collegati, la disoccupazione e la riduzione delle risorse economiche ridurranno necessariamente il numero delle nascite. Tutto ciò è accaduto già con la grande recessione del 2008. In più, il grande senso di incertezza porterà molte coppie a posticipare la scelta di avere un figlio». Così è accaduto. Resta una domanda: cosa avverrà dopo? Ci sarà una ripresa? Dopo la «spagnola» e il seguente calo delle nascite, nel 2020 ci fu un baby boom, ma è difficile spiegare se furono gli effetti della ritrovata fiducia per la fine della pandemia o della prima guerra mondiale.

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20 agosto 2021 | 02:40

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_20/effetto-lockdown-natalita-picco-milano-nascite-piu-che-dimezzate-de079c4c-0138-11ec-bffe-529df168f627.shtml

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