Lodi Vecchio, il «custode» che ha riportato la basilica di San Bassiano al suo splendore


La prima volta che vide l’antica basilica di San Bassiano emergere dai campi mi sembr un sogno. Anche se il suo primo giorno a Lodi Vecchio non fu propriamente un benvenuto: Celebravano un matrimonio. Prima il vigile mi fece la multa. Poi uno degli invitati, credendomi il parroco, mi rimprover lo stato in cui era ridotta la chiesa: affreschi sporchi di fuliggine, pieno di ragnatele, mancavano perfino i paramenti sacri.

Monsignor Antonio Spini, 85 anni, nella curia di Lodi un’icona: teologo, amante della storia dell’arte, ex insegnante di religione al liceo classico di Lodi, da 43 anni ha legato il suo destino alla basilica dei XII Apostoli di Lodi Vecchio, l’antica Laus romana a sei chilometri dal capoluogo. Una chiesa romanico-gotica, la pi antica del Lodigiano, costruita nel IV secolo, distrutta dai milanesi, ricostruita dov’ ora mille anni pi tardi dall’allora vescovo Andrea e sede del patrono San Bassiano. Non solo la pi antica, ma anche la prima chiesa consacrata nella diocesi di Lodi, anche se dell’edificio originario del 380 dopo Cristo non resta nemmeno una pietra. Dal 1978 monsignor Spini ne il custode, il curatore, la guida spirituale per i fedeli e quella materiale per i turisti, l’organizzatore di eventi come conferenze, concerti di musica classica e canti gregoriani. Inoltre, bussa alle porte dei finanziatori a caccia di fondi per ripulire cicli di affreschi o restaurare una cappella.

Il vescovo di Lodi che gli affid l’incarico, Paolo Magnani, coni per Spini la qualifica di Delegato vescovile al Centro Bassianeum. Da allora di vescovi ne sono passati quattro — oggi Maurizio Malvestiti — e nessuno di loro ha pi osato toglierlo dalla sua basilica.

Dal primo giorno di servizio il sacerdote lodigiano ha preso l’impegno di restituire la chiesa al suo antico splendore: Iniziai facendo ripulire l’interno e cominciai a programmare il recupero delle opere pi ammalorate, della copertura, delle volte e degli splendidi affreschi. La Messa del sabato prima del Covid era un evento – racconta lui -: c’ gente che arriva da tutta la Lombardia.

Quando smette i paramenti sacri, il sacerdote indossa quelli della guida per i visitatori della basilica. Ho accolto turisti da tutta Europa, dagli Stati Uniti, una volta anche giapponesi — dice —. Entrarono, secondo il loro stile, con grande rispetto poi sentii cacciare un urlo e pensai fosse successo qualcosa. Era uno di loro, scioccato dalla bellezza della chiesa.

Ha fatto da cicerone anche ai turisti vip, monsignor Spini. Su tutti la principessa Margaret, sorella della regina Elisabetta II. Nel 1993 si trovava a Lodi e chiese di visitare l’antica basilica di San Bassiano. Accolsi lei e uno stuolo di agenti e dignitari suonando l’organo: mi fece i complimenti. Poi la guidai in una visita privata, io, lei e il traduttore. Rimase dentro 40 minuti, incantata. Dodici anni fa, il sacerdote accolse a Lodi Vecchio un altro ospite aristocratico, Emanuele Filiberto di Savoia. Le personalit religiose invece non si contano. Su tutti il cardinale Carlo Maria Martini, allora arcivescovo di Milano: Tenne una conferenza sull’Anno Giubilare proprio nella basilica — rammenta Spini —. C’era talmente tanta gente che fummo costretti a organizzare le sedie anche all’esterno della chiesa per far sedere pi persone possibili. Torn a Lodi Vecchio l’anno prima della sua morte, in sedia a rotelle. Era gi malato, mi chiese una visita privata della basilica. E io lo accompagnai.

Monsignor Antonio Spini ha passato indenne la prima ondata Covid. Per un anno e mezzo messe e visite turistiche sono state sospese, ma da aprile il sacerdote tornato a celebrare nella sua amata basilica. Portando a termine l’ennesima impresa, il restauro dell’affresco dell’abside centrale, il Cristo Pantocratore. I soldi, come sempre, li ha trovati lui, convincendo un finanziatore anonimo ad adottare l’affresco.

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18 agosto 2021 | 08:51

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_agosto_18/lodi-vecchio-custode-che-ha-riportato-basilica-san-bassiano-suo-splendore-1b8d0a2a-ffef-11eb-8344-5725a069e6ae.shtml

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