Incendio a Ponte Lambro, paura nella casa popolare: «Il nostro quartiere dimenticato»


Il giorno dopo restano le pareti incrostate da ragnatele di fuliggine e polvere nera, un odore pungente che si infila nelle narici e inasprisce la gola, oltre a quel senso di abbandono che accompagna la vita degli abitanti di Ponte Lambro, estremo lembo di periferia est, un ghetto tagliato fuori, anche geograficamente, dal resto della città. Rassegnazione nell’animo e scope in mano per fare pulizia, ma anche per la gente di via Rainer Maria Rilke, ultimo avamposto del quartiere, brilla comunque una buona stella: l’incendio di domenica sera avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di maledettamente grave, e invece la sensazione prevalente resta quella di pericolo scampato.

shadow carousel


Incendio in una casa popolare in via Rilke

Lo si deve alla prontezza degli abitanti del civico 6 (una palazzina popolare di Metropolitane milanesi), che hanno avvertito i soccorsi e lanciato l’allarme tra vicini di casa in tempo, e alla tempestività dell’intervento dei vigili del fuoco, che hanno preso in braccio alcuni bambini, tra cui un neonato di sei mesi, avvolgendoli nelle coperte bagnate, e li hanno portati in salvo attraverso una coltre di fumo nero tossico.

Dalla Questura hanno pochi dubbi: le fiamme sono di matrice dolosa, partite in corrispondenza di una sedia a rotelle elettrica che da mesi, ossia da quando il suo anziano proprietario è deceduto, era abbandonata in fondo a un corridoio al piano rialzato. Il bilancio di quanto accaduto verso le 20.30 del giorno di Ferragosto ha fatto registrare 18 persone intossicate al pronto soccorso. Tra queste, anche sei bambini. Cinque sono state ricoverate in codice giallo in vari ospedali. Alcuni hanno rifiutato le cure, visto che molti degli inquilini sono occupanti abusivi. Tutto il corridoio al piano basso nel quale si sono sprigionate le fiamme (dieci appartamenti, di cui tre vuoti), è inagibile e sotto sequestro. Sono diciannove gli sfollati, che nella notte sono stati assisiti dal personale Mm e accompagnati in albergo. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e ai soccorritori del 118, anche gli investigatori della polizia scientifica.

Secondo i vigili del fuoco, sul posto sarebbero stati percepiti vapori di liquido infiammabile, e trovate altre tracce che fanno pensare a un gesto criminale e pericolosissimo. Nei paraggi dello stabile, tra l’altro, la polizia locale ha identificato un uomo ferito da ustioni e scottature alle mani, ma questo ha negato ogni responsabilità, ed è stato successivamente rilasciato. Gli accertamenti degli investigatori proseguono anche su questo aspetto, in attesa di una relazione completa dei vigili del fuoco. Il giorno successivo, nell’androne del numero 6, una palazzina di due piani, gli abitanti si danno da fare a secchiate d’acqua sul pavimento per cercare di far tornare la situazione alla normalità, anche se il fumo ha annerito completamente l’ingresso e molte case sono senza corrente o senza allacciamento alla rete del gas.

«Qui è così, si fa tutto da soli, molti sono abusivi, ed è come se non esistessero per le istituzioni». Qualche mese fa, raccontano, qualcuno ha dato fuoco a un passeggino lasciato sul pianerottolo. Rosy vive al primo piano, ha due bambini piccoli. Una loro foto fa da sfondo allo schermo del telefonino: «Li vede? Tre anni uno, sei mesi l’altro. Siamo vivi per miracolo». La salvezza per la donna ha i colori dei vigili del fuoco: «Hanno portato i piccoli di sotto nelle coperte bagnate, mentre in casa entrava polvere nera». Simone, 35 anni, ha attraversato un muro di fumo per avvertire i vicini del pericolo: «Se avessi avuto una minima incertezza chissà… E comunque ho passato la notte al Policlinico attaccato all’ossigeno». All’ingresso un ragazzo del piano terra sta passando lo straccio per terra: «Mio padre ha spento le fiamme con il tubo dell’acqua, sennò chissà che disastro. Siamo usciti dalle finestre, ho legato il pitbull alla pettorina e ho calato anche lui». L’impressione è quella di una parte di città dimenticata. Non più il quartiere dell’eroina, e della malavita degli anni novanta. Ma pur sempre quello della mancata rinascita firmata Renzo Piano con il progetto sulle vicine «case bianche». Quelle dove poche settimane fa è divampato un altro grosso incendio: «Anche se non ne ha parlato nessuno».

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta cliccare qui.

17 agosto 2021 | 07:03

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_17/02-milano-documentoacorriere-web-milano-7dde331a-febf-11eb-bb05-c323ffd52e78.shtml

Lascia un commento