Regione, la Procura: mascherine-pannolino inutilizzabili. «Uso fallimentare dei soldi pubblici»


Quelle mascherine facevano schifo, 9 dei 18 milioni di pezzi ordinati dalla Regione Lombardia a una ex ditta di pannolini sono rimasti inutilizzati in magazzino perch nessuno negli ospedali le sopportava, e cos 8 milioni e passa di euro dei contribuenti sono stati buttati al vento: ora, per questo fallimentare risultato dell’investimento di denaro pubblico, la Procura della Repubblica di Milano dispone la trasmissione degli atti alla Procura regionale presso la Corte dei Conti per l’eventuale danno erariale. Perch di pi i pm non possono fare, visto che la superficialit dei (non) controlli della Regione (e in parte del Politecnico) non consente penalmente di contestare alcun reato, n di truffa n di frode in pubbliche forniture.

Attilio Fontana

La partita di 18 milioni di mascherine, al prezzo di 45 centesimi l’una per totale di 8,1 milioni pi Iva, fu commissionata il 26 marzo 2020 — riassume adesso la richiesta di archiviazione del pm Mauro Clerici — dalla centrale acquisti regionale Aria spa (allora guidata da Filippo Bongiovanni) alla societ Fippi spa di Rho in seguito alle indicazioni impartite da Regione Lombardia. Tutto fu meno che un successo, visto che Gianluca Chiodini, uno dei vertici della direzione generale Welfare, il 7 maggio 2020 contava che met delle mascherine giacessero mestamente nel deposito di stoccaggio in Fiera. E del resto le mascherine Fippi non risultano essere mai state distribuite nei reparti ospedalieri, ad eccezione di una piccola quantit arrivata al Niguarda e a Busto Arsizio, perch personale sanitario e pazienti le hanno sempre rifiutate trovandole insopportabili. Il punto infatti che la normativa, tanto pi quella costellata di deroghe emergenziali Covid, pretendeva requisiti sulla capacit di filtraggio delle mascherine, ma nulla prescriveva sulla portabilit della mascherina e quindi sulla sua completa idoneit a essere utilizzata. E nel caso delle mascherine Fippi i consulenti tecnici del pm ora evidenziano che il disegno a bandana, e la mancanza di un supporto sagomabile ad appoggiare il naso, inficiavano la tenuta superiore dell’aria e rendevano pressoch impossibile l’utilizzo per chi portava gli occhiali.

Un problema non evidenziato per non solo dalla Regione, ma neppure dal gruppo Polymask costituito — secondo quanto riferito dal professor Giuseppe Sala — dal Politecnico di Milano nel Dipartimento di Scienze e Tecnologie aereospaziali per aiutare la Regione a individuare aziende idonee e disposte a riconvertire la propria produzione: cinque i test di affidabilit eseguiti, ma la Guardia di Finanza osserva come non risulti l’effettuazione di prove formali di ergonomicit e/o funzionalit del prodotto realizzato da Fippi, il quale mostrava invece ictu oculi le criticit evidenziate dagli operatori sanitari, i quali non a caso non utilizzarono le mascherine nel 72% dei casi.

Nel contesto emergenziale, scrive dunque il pm, la scelta della giunta lombarda di incaricare Aria spa di acquistare i dispositivi sanitari tramite affidamento diretto ha inciso senz’altro sul rigore nei controlli nelle diverse fasi dell’operazione. Ne derivata una gestione assai criticabile della vicenda, con la spendita di denaro pubblico di fatto all’evidenza male utilizzato: le mascherine acquistate giacciono inutilizzate nei magazzini e l’investimento di 8,1 milioni di euro (pi Iva) non ha contribuito neppure in minima parte al contrasto dell’emergenza pandemica.

Tuttavia penalmente non c’ reato. Infatti le mascherine, autorizzate dall’Istituto Superiore di Sanit, secondo le consulenze tecniche non presentavano criticit sotto il profilo del filtraggio tali da favorire il diffondersi del contagio, ma gravi carenze di ergonomia e vestibilit, perch divenivano non sopportabili anche dopo brevi periodi di tempo: solo che, riguardo questo aspetto, non si pu dire che la Fippi abbia ingannato la Regione, visto che il modello era proposto con trasparenza e gli organi deputati all’acquisto non hanno rilevato le incongruenze. E nemmeno ci sono gli estremi per una turbativa d’asta, perch — anche se secondo la Guardia di Finanza milanese ci sarebbero chiare evidenze di un accordo gi stretto tra il rappresentante della task-force regionale Raffaele Cattaneo e la Fippi spa il giorno prima della pubblicazione sul sito della Regione dell’avviso rivolto all’imprese — complessivamente per la Procura non si ha evidenza di alcun accordo collusivo intercorso tra la Regione e la Fippi.

15 agosto 2021 | 07:34

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_15/regione-procura-mascherine-pannolino-inutilizzabili-uso-fallimentare-soldi-pubblici-d996f0ce-fd3a-11eb-a8d6-950ed3168b02.shtml

Lascia un commento