I dem stoppano l’offerta di Conte per Milano: «Ci penseremo dopo le elezioni»


Grazie, ma se ne riparla dopo il 3 ottobre. Se il sindaco Beppe Sala preferisce lasciar decantare le acque ancora per un giorno, è il Pd a rispondere con un garbato no all’apertura lanciata dal presidente dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte con la sua lunga lettera al Corriere. Un cambio di rotta radicale rispetto al passato. Dopo aver riconosciuto che su Milano e il Nord sono stati fatti degli errori, Conte assicura che il nuovo Movimento farà di tutto per far tornare Milano «la locomotiva del Paese» e per questo lavorerà alla stesura di una legge speciale per la città. Tolto il fatto che di una legge speciale per Milano se ne parla dal 1911 con l’allora pro sindaco Emanuele Greppi (da non confondere con Antonio, il sindaco della ricostruzione postbellica) e come l’araba fenice risorge dalle sue ceneri ogni tot anni (Tognoli, Prodi, Moratti, Pisapia), il vero nodo politico che la lettera di Conte pone al centrosinistra riguarda il gioco delle alleanze e delle coalizioni in vista delle elezioni del 3 ottobre.

L’apertura dell’ex premier — cita l’Olimpiade invernale del 2026, l’Expo, eventi fortemente osteggiati dai Cinque Stelle prima maniera — sembra indicare la possibilità di un’alleanza tra i pentastellati e il centrosinistra fin dal primo turno. Questione delicatissima. Perché se da una parte potrebbe permettere, sempre che i sondaggi rispettino la realtà, la possibile vittoria di Sala al primo turno, dall’altra potrebbero far implodere l’alleanza segnando l’abbandono dell’area riformista composta da Italia Viva, Azione e Alleanza civica. Il rischio è troppo alto. Ecco allora arrivare le parole del Pd. Prima con la segretaria metropolitana, Silvia Roggiani e poi con l’assessore all’urbanistica, Pierfrancesco Maran. «Da tempo sosteniamo che le alleanza non sono una questione di tattica, ma si fanno a partire da un’idea condivisa di città che oggi, con il Movimento, non c’è», dice senza mezzi termini Roggiani. «È apprezzabile che un leader come Conte cambi la strategia dei Cinque Stelle su Milano — dice Maran —. Però penso che per farlo seriamente abbia senso discuterne dopo il 3 di ottobre e non oggi. Anche perché Milano ha una strategia chiara, quella che abbiamo impostato con il piano Milano 2030 che è molto coerente con gli obiettivi di sostenibilità e inclusione inseriti nel Pnrr del governo Draghi». Resta da capire la posizione del sindaco che in questi mesi ha continuato a ribadire che il perimetro della coalizione di centrosinistra non contempla, per adesso, i Cinque Stelle, ma d’altra parte la tentazione di poter chiudere la partita al primo turno resta sempre in agguato. «Sul tema delle alleanze l’interlocuzione con il sindaco Sala è sempre stata costante e siamo certi che il sindaco ha le idee molto chiare», taglia la testa al toro, Roggiani.

Quella che per il sindaco potrebbe essere una tentazione al primo turno e una necessità al secondo, per il centrodestra è esattamente il contrario: una bomba da sminare. «Da cittadino non vorrei che Milano diventasse come la Roma di Virginia Raggi: cinghiali e topi che banchettano nell’immondizia, trasporto pubblico sporco e perennemente in affanno, strade sozze, criminalità e degrado — attacca Luca Bernardo —. Non parlo da candidato sindaco, lo sottolineo, ma da milanese. Davvero il sindaco uscente Sala per mero tornaconto elettorale, vuole importare quanto di peggio c’è a livello amministrativo in Italia?». Boccia anche la legge speciale. «Non ci credo tanto». Anche se, ironia della sorte, era stato proprio suo fratello Maurizio, l’ultimo politico a farsi promotore di una legge speciale per trasformare Milano nella capitale finanziaria dell’Europa all’indomani di Brexit. Ma è tutta la coalizione ad alzare un fuoco di fila ricordando la scarsa attenzione dei Cinque Stelle per Milano. «Conte non è credibile — attacca il coordinatore cittadino della Lega, Stefano Bolognini —. Oggi parla di poteri speciali per Milano, ma è stato uno dei primi ad affossare la richiesta di autonomia della nostra Regione. Anche rispetto alle Olimpiadi, inizialmente i 5 Stelle erano contrari alla candidatura di Milano, ma sostenevano Torino, così come è stato per il Tribunale dei Brevetti». Stessa accusa arriva da Riccardo De Corato, FdI: «Legge speciale? Conte quando era al governo non ha fatto nulla per Milano».

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie di Milano e della Lombardia iscriviti gratis alla newsletter di Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Basta cliccare qui.

14 agosto 2021 | 08:49

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/politica/21_agosto_14/i-dem-stoppano-l-offerta-conte-milano-ci-penseremo-le-elezioni-93d90628-fcca-11eb-a8d6-950ed3168b02.shtml

Lascia un commento