Api, la sorpresa: dalle aiuole ai parchi Milano è l’habitat ideale


Anche il fazzoletto verde nel cortile del condominio, le piante nella rotonda del viale, le aiuole fuori dall’ufficio possono aiutare le api. Non un appello disperato ma un argomento di ricerca dell’Universit degli Studi di Milano. Inquinamento, grigiore, Area C e area B sono costanti nel racconto della citt produttiva, ma c’ un lato green che sta riprendendo terreno dall’asfalto milanese. L’arredo urbano un alleato alla biodiversit che si aggiunge agli oltre novantatr parchi e giardini censiti dal Comune.

L’ambiente urbano per anni demonizzato come uno delle maggiori cause di perdita di biodiversit, oggi con i suoi parchi e le sue fioriture di piante messe a dimora (prevalentemente per scopo estetico), pu invece essere valorizzato perch favorisce la conservazione degli apoidei selvatici gi presenti nell’ambiente cittadino, spiega la professoressa Daniela Lupi Entomologa e docente di Apidologia all’Universit Statale. Lo studio in materia di insetti, api e apoidei sul territorio continua da quasi vent’anni. Le pressioni esercitate dagli stress antropici, quali l’erosione delle aree naturali, l’inquinamento, l’utilizzo di prodotti fitosanitari, il riscaldamento globale e i conseguenti fenomeni metereologici avversi, la rarefazione delle risorse alimentari e dei siti di nidificazione hanno indebolito la sopravvivenza delle api fino a causarne la morte. Per questo negli anni passati, lo studio dell’interazione delle api da miele (e non solo) in vari contesti urbanizzati, con l’aggiunta di input negativi (come stress chimici ed elettromagnetici) in parallelo a quello realizzato in collaborazione con l’Orto botanico di Brescia e Toscolano Maderno, ha messo le basi per uno studio diffuso (e senza precedenti) nell’area metropolitana.

Cos nasce Api-Gis, il progetto finanziato da Fondazione Cariplo che punta a individuare strategie per la salvaguardia della sopravvivenza delle api in citt. Capofila la Statale insieme al Cnr e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (Izler). L’obiettivo individuare la presenza e assenza di caratteristiche che favoriscono l’insediamento di apoidei in citt e farne una geografia — continua la professoressa Lupi — Milano un modello in questo senso: prima di tutto, considerata la diffusione di parchi con piante da fiore, possibile verificare direttamente la biodiversit presente negli impollinatori (anche se non c’ un database con cui fare confronto). Secondo step del progetto, fare interagire dati puntiformi con mappature gi preesistenti (a cura del Cnr per quanto riguarda l’area ad ovest della citt), cos da validare un sistema. La terza fase di Api-Gis, che iniziato a febbraio 2020 (e doveva finire il 31 gennaio 2021 ma a causa pandemia stato prorogato a fine agosto 2022), valutare la presenza di malattie dell’ape da miele in altri apoidei sul territorio, tramite l’esperienza di Izler.

Ad oggi, sono state registrate ottanta aree verdi con presenza di piante fiorite e sono state acquisite le informazioni relative alle interazioni tra specie di api e specie di pianta da arredo urbano. Non tutte le combinazioni sono possibili. Ci sono piante come la forsizia (tra le prime a fiorire nel mese di marzo) che non interessano le api mentre altre piante arbustive innestate nel parco in piazza Leonardo Da Vinci, ad esempio la salvia perovskia, la legerstroemia e la lavanda. Questa variet consente di garantire anche alle api che si spostano meno una fonte di nettare in momenti diversi dell’anno. Il campionamento di queste relazioni ha permesso di individuare 559 interazioni pianta insetto e di identificare cinque famiglie di api diverse, 17 generi e 60 specie (morfospecie). Illudersi che l’ape sia solo quell’insetto ronzante giallo e nero ormai pregiudizio del passato: Ci sono le api da miele (che arrivano fino a 10 chilometri di distanza dal nido), api solitarie con periodi di volo definiti (alcune specie si trovano solo in primavera, altre da giugno a settembre), api sociali (come i bombi) e api allevate. La classificazione e il censimento delle api un’opera continua realizzata tramite segnalazioni in campo, attraverso il monitoraggio in loco (si prende nota di quante api transitano sulla pianta presa in esame in cinque minuti di tempo e se le api scelgono nettare o polline) e attraverso il prelievo di un campione e la visione con lo stereoscopio in laboratorio. Tutto viene poi documentato e inserito in un database. Se le api sono sentinelle dell’ambiente in cui viviamo, cosa ci raccontano su Milano? Considerata la quantit di zone verdi pu essere definita come una citt virtuosa per siti di nidificazione e biodiversit, conclude Lupi. Oltre a variet generaliste abbiamo trovato anche una specie esotica che si ben insediata.

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14 agosto 2021 | 07:48

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_14/api-sorpresa-aiuole-parchi-milano-l-habitat-ideale-eca90440-fc68-11eb-8688-4f0a0f230e1f.shtml

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