Milano, dal Gratosoglio a Porta Romana: il viaggio nella città svuotata dalle vacanze


Buongiorno, sono xy del eccetera eccetera… Deve domandare del vaccino?. No. Io non l’ho mica fatto. Lei?. Ovvio. Spiace. Il mio vaccino quotidiano questo. Cio? Campari. Vuole assaggiare?. Anche no; vabb, senta, almeno il bar sta aperto. S, tutto chiuso. Tipo? Tipo domandi. L’edicola. Niente. Il fornaio. Niente. Il fruttivendolo. Niente. Il tabaccaio. Niente. Boh, dica lei, facciamo prima. Sono aperti soltanto i cinesi. Questi qui del bar Capriccio, poi pi avanti la pizzeria. La fanno sottile, buona buona. E basta? Andiamo in ferie anche al Gratosoglio, cosa pensa, che siamo una massa di poveri disgraziati? Sono stati due anni bestiali. Siamo esauriti, bisogna staccare per forza. Lei non stacca? Ogni giorno, con il Campari.

Il signore sta in sandali (con calzino) e canottiera ascellare. Un must, riproposto ovunque dai maschi milanesi, salvo la variazione del mocassino con fantasmino. Dicono: assenti fidanzate, mogli, amanti, ci si lascia andare. Comunque sia: mezzogiorno, via Costantino Baroni, appunto il bar Capriccio e il Gratosoglio. Punto di partenza casuale per attraversare la citt e vedere che aria tira sui negozi, sulle presenze. Passa, saluta e riparte un tipo con bombetta da jazz club e giubbetto di pelle. Non ha caldo? Lo sente il venticello? Poesia, in centro se lo sognano. Cosa cerca?. Luoghi aperti. C’ la pizzeria dei cinesi, fanno la pizza sottile, ma gliel’avranno gi detto. Non per altro: se vuole mangiare ci stanno soltanto loro. Subito dopo trova il market dei pachistani. Scusi, ma lei indaga sul vaccino?. Per carit. Al market c’ il dipendente. Il capo sta riposando. Cosa le serve?. Quattro chiacchiere, una foto. Non posso parlare con i giornalisti. In che senso? Ordine del capo. Perch? Il padrone lui. Tenete aperto a lungo? Sempre aperti. La gente ha bisogno, vendiamo di tutto. La saluto.

Detto del Gratosoglio punto di partenza, risaliamo. Parcheggio a tre piani dellEsselunga di viale dei Missaglia. Qualche macchina al primo piano, qualcosina meno al secondo, nulla al terzo. Nulla davvero. Il supermercato aperto. Il parcheggio affaccia su bei palazzi disabitati. Inferriate, luci degli allarmi. Dalle rare finestre semi aperte, penombra, ventilatori, corpi nudi; sui balconi, piante essiccate.

Avanti. Piazza Abbiategrasso. Vetrine confinanti di negozi e attivit: chiuse. Via Lorenzo Valla: idem. La prossima tappa, sulla cartina di questo viaggio di gioved 12 agosto che pare gi ferragosto, Porta Romana. Certo, un bel pezzo di strada ma tanto in mezzo non ci sono notizie. Manca perfino la gente alla quale chiedere, nel caso, un’indicazione viabilistica. Spariti perfino i signori e le signore stanziali ai semafori per supplicare elemosine. A proposito: da qualche giorno, scomparsa di colpo l’umanit sofferente che dormiva nel sottopasso Mortirolo della stazione Centrale. Erano tanti. L’Amsa passata pi volte a pulire il tutto. A proposito del proposito: vie e viali sono un’alternanza dei faccioni fotoshoppati dei candidati alle elezioni comunali, fra vecchie conoscenze ripescate e anonimi sconosciuti. Ma stiamo sconfinando. Porta Romana, allora. Angolo di viale Sabotino. Addirittura uno di fronte all’altro due luoghi aperti. La libreria Feltrinelli con bar e la gelateria Ripamonti. Sosta da quest’ultima. Per fortuna siete aperti. Ultimo giorno. Ma qua attorno sta tutto chiuso. Amen.

Certe strade, per esempio via Crema, potrebbero stabilire il record storico dal dopoguerra di, come volete chiamarla?, tutti in ferie, serrata, addio agostano alla citt, zero-servizi-zero, turisti inesistenti al netto dei miraggi o della propaganda. Trentaquattro gradi, e con l’afa chiss quanti i gradi percepiti. Signore con due cani barboncino; pinocchietto, calzini corti bianchi da tennista, sandali con la suola alta. Vive qui? Certo. Sto divinamente, con la famiglia al mare. Lei non va? E per quale motivo?. Tutto chiuso. I supermercati sono aperti.

Viene in mente, in riferimento alla prossima tappa (Porta Venezia), il baracchino all’ombra di via Benedetto Marcello. Giusto. Sta chiuso. Allora la gelateria vicina segnalata dalle guide, magari. Chiusa. Saltando corso Buenos Aires che fa storia a s (negozi, saldi, traffico, aperitivi), ecco un sicuro approdo di resistenza. Quantomeno di esseri viventi. Via Morgagni. La bocciofila, i tavoli delle carte. Quanti saranno? Cinquanta. Lei? Abito dopo Linate. Prendo due mezzi e vengo a stare con gli amici. In cosa consiste il pomeriggio? Siccome siamo in tanti, passo a salutarli tutti uno a uno. Viene sera e torno indietro. Non s’annoia? Ci facciamo compagnia. Che alternative ho? Stare a casa con la settimana enigmistica? Non ho l’aria condizionata. Niente vacanze, si desume. E dove? Non ha letto degli incendi al sud?. L’et media alta; le mogli attendono che i vecchietti finiscano di guardare le bocce, guardare il pokerino, guardare i passanti, prima di rincasare. In ordine sparso, i temi delle conversazioni sono: gli immigrati che sbarcano, la scala mobile che servirebbe, le pastiglie, i commercianti che piangono miseria poi invece gi le serrande e fuga appena possibile.

Due riders si fermano alla fontanella a bagnare la testa; un ragazzo s’ addormentato sulla panchina con in mano una bottiglia di amaro del Capo; intanto il Luciano sbuffa ch nella composizione delle coppie delle bocce gli toccato uno che, confessa, mezzo orbo, difatti va sempre lungo. A pochi metri, la famosa edicola dell’Andrea. L’Andrea assai sudato. Ferie? Troppo lavoro. Stiamo vendendo un sacco di giornali. Dunque qualcuno rimasto. Proviamo (prossima tappa) all’Ortica. Omonima via, incolonnamento di macchine. Nessuna anomalia: da un taxi scende lenta una signora in stampelle che deve prelevare allo sportello postale. Un po’ dietro. Via Amadeo. Una vetrina risulta aperta. Pazzesco. Dentro, traffica il Rafael. Calzolaio. Pellegrinaggio di clienti. Mamme tatuate, padri con le maglie da basket. Slogan del negozio: Lavori economici e garantiti. Vacanze? Domani. Bene. Marted riapro. A venti metri, una porticina. Quella della chiesa. Dentro, dodici donne. Ventaglio, mascherina, Autan. Ah: il negozio di Rafael, boliviano 61enne, si chiama Rinascere, e forse almeno qui all’Ortica in un certo senso i conti tornano.

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13 agosto 2021 | 07:17

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_13/milano-gratosoglio-porta-romana-viaggio-citta-svuotata-vacanze-d798dc46-fba1-11eb-9a2d-4c80ac9904f4.shtml

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