Incendi Lombardia, l’esercito di volontari che spegne i roghi: «Attenzione ai fuochi in montagna»


La risposta all’emergenza incendi in Lombardia passa attraverso un «esercito» di volontari. Pronti a intervenire sul territorio, ma anche ad accorrere in aiuto delle regioni del centro-sud colpite dai roghi di queste ore. Un trentina di uomini e una quindicina di mezzi partiti verso le aree più colpite. Una piccola parte delle forze su cui può contare la Lombardia: 1.700 volontari «antincendi boschivi» (Aib) della protezione civile, 730 vigili del fuoco (unità volontarie anche queste), 85 carabinieri forestali, 54 elicotteri regionali, e gli altri 11 mezzi disponibili su scala nazionale.

La competenza, in materia, fa capo al Pirellone, che due anni fa, con la collaborazione del corpo dei vigili del fuoco, dei carabinieri forestali, dei rappresentanti di province, comunità montane e parchi, di Arpa e altri enti locali, ha rinnovato il «piano antincendio boschivo», precedentemente attuato nel 2016, e attualmente in vigore per il triennio 2020-2022. A marzo di quest’anno è stato dichiarato l’inizio del cosiddetto «periodo di alto rischio incendi boschivi», durante il quale, come riportano le pagine web ufficiali di regione Lombardia, vengono prescritti dei divieti espliciti. Da quelli più ovvi, come «l’accensione di fuochi nei boschi, o a distanza da questi inferiore a 100 metri», o per esempio quello di gettare «mozziconi accesi al suolo». Fino a quelli apparentemente più bizzarri, dal tono bellico, come l’espresso divieto di «far brillare mine».

In queste settimane l’emergenza prioritaria è diventata l’acqua, come tristemente confermato dalle recenti alluvioni che hanno colpito duro a Como e Lecco, mentre il rischio incendi, paradossalmente, comincia ad aumentare durante l’autunno. «Può sembrare strano ma è così — spiega l’assessore al Territorio e protezione civile, Pietro Foroni —. Sono più frequenti gli episodi nei mesi in cui soffia il vento e l’aria diventa più secca». Le aree più sensibili sono quelle «sopra Varese, come il Parco dei fiori, la Vatellina e in generale tutto l’arco montano della Lombardia».

Secondo quanto riferito dall’assessore, «tra l’autunno 2020 e l’anno in corso, si sono verificati 155 casi. Un numero in crescita, anche se, fortunatamente, nessuno di questi eventi ha avuto un impatto grave. Questo perché il sistema di intervento, la cui ossatura è su base volontaria, funziona». A voler analizzare le cause, gioca un ruolo lo spopolamento delle montagne, con relativa scarsa manutenzione e pulizia delle aree boschive, ma alla fine il vero problema è «la leggerezza di chi vive la montagna, come gli alpinisti che accendono fuochi, magari per farsi da mangiare». Prevenire è «fondamentale», così come «la sensibilizzazione e la cultura del rispetto della natura e della prudenza» tra i più giovani. Ma queste, appunto, sono le ore della solidarietà nazionale. Anche quella che anima Coldiretti di Como e Lecco, che sta raccogliendo fieno, cibo per animali, e altro materiale per gli allevatori colpiti.

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12 agosto 2021 | 07:30

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_agosto_12/incendi-lombardia-l-esercito-volontari-che-spegne-roghi-attenzione-fuochi-montagna-b5880f30-fad1-11eb-ba5f-da3c10b6af90.shtml

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