Milano, i segreti della Galleria: il tour che svela gli angoli mai visti del «Salotto» della città


Una questione di prospettiva. Il «salotto di Milano», per imponenza e bellezza, è dato quasi per scontato. Passaggio frettoloso per cittadini lavoranti, scenografico per turisti che volteggiano sul toro con i talloni in cerca di fortuna, chic per le boutique di lusso che lo popolano. C’è una Galleria Vittorio Emanuele II inedita che inizia il suo racconto dall’interno, arriva incuriosendo al centro dell’ottagono e poi lascia senza parole dall’alto. L’idea di creare un tour esclusivo (#Galleriainedita il suo nome) nasce dal desiderio di condivisione tra il Leonardo 3 Museum e il Galleria Vik Milano Hotel, entrambi dentro l’opera di Giuseppe Mengoni.

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Prospettive inedite: le immagini della Galleria

Le sale del re con i candelabri originali che illuminavano i Savoia e gli stucchi veneziani restaurati ospitano le opere di Leonardo Da Vinci. Questa la prima tappa del percorso guidato che continua al cuore della Galleria, sopra i simboli mosaicati in marmo che mostrano, oltre allo stemma reale, quelli delle città che furono capitali del Regno (Roma, Firenze, Torino e Milano). Gli aneddoti storici che riguardano il piano terreno spaziano dalla torta di Biffi preferita da Giuseppe Garibaldi al risotto alla milanese più buono secondo Grace Kelly dentro le sale di Savini. Un fermento che ispirò i futuristi, come immortala Umberto Boccioni nella «Rissa in Galleria» davanti alle vetrine della vecchia sede del Camparino. L’illuminazione e il suo ingegnoso Rattin, cioè il sistema su rotaie che come un «topolino» accendeva ogni lanterna. Lo sguardo si avvicina alle vetrate dentro le stanze del Galleria Vik (scelte ad ogni appuntamento in base alla disponibilità e quindi sempre diverse). Come una galleria di arte contemporanea diffusa: ci sono 88 camere progettate singolarmente sulla base delle opere degli artisti presenti (come Mario Schifano, Tomoko Nagao e Marta Mez).

Durante la visita si sale per tutti i 4 piani della struttura ottocentesca, compreso quello di ringhiera (che dal basso non si riesce a vedere, aggiunto per fare reddito con delle stanze in più). Dai balconi si notano dettagli mai visti. Le Cariatidi e i Telamoni non sono statue indefinite ma uomini e donne dal mondo che dialogano con gli stemmi dei 104 comuni con cui la città aveva rapporti. Più in alto ancora la precisione in ogni tassello di mosaico che compone le lunette sopra l’ottagono con le allegorie dei continenti. L’America con l’indiano (e il riferimento a Cristoforo Colombo), l’Asia con il mandarino cinese, Europa tra gioielli, strumenti del sapere (il mappamondo) e una civetta, l’Africa con i geroglifici egizi. La Galleria doveva rappresentare l’apertura internazionale della città ed essere luogo d’appuntamento per i milanesi, a cui sono dedicate le lancette dell’orologio, oggi poco osservato.

8 agosto 2021 | 11:01

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_08/milano-segreti-galleria-tour-che-svela-angoli-mai-visti-salotto-citta-b7cdec0a-f825-11eb-b07f-1a8bf3bb59b3.shtml

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