Vaccini Milano, scatta l’«operazione senzatetto»: unità mobili e gazebo per la profilassi in piazze e stazioni


Si toglie la prima giacca. Poi, la seconda. Ce n’è anche una terza. «Stasera fa freddo», si giustifica Mahfoud. È ora di cena. Inizia a piovigginare. L’hub su ruote parcheggiato in piazza San Babila è pronto. Mahfoud mostra il braccio. L’infermiera gli somministra il vaccino. È il primo di questa serata. Saranno in dodici a ricevere la loro dose di protezione anti Covid, solo qua. Tutti senzatetto, tutti irriducibili della strada. S’inizia un po’ in ritardo. Mahfoud, originario del Marocco, 60 anni — di cui la metà passati senza una casa che non sia un marciapiede, per lo più in zona piazzale Brescia — all’ultimo s’era rinchiuso in quella diffidenza che gli operatori delle unità mobili ci avevano messo settimane ad abbattere. «Hanno poche informazioni, molti dubbi e paure, non sempre è facile convincerli», spiega un volontario. Sotto il gazebo, Lino aspetta il suo turno. Ha 68 anni, gli ultimi dieci vissuti in strada, in Porta Romana. Addenta una melanzana alla parmigiana del «food truck» di Progetto Arca, che gestisce questo punto vaccinale. Con altre due persone, fa parte del primo plotone della serata. Qualcuno, incuriosito, intanto s’avvicina, s’informa, tornerà.

È l’operazione «On the road». Il vaccino — in questo caso la scelta è caduta, anche per ragioni di comodità, sul monodose Janssen — scende in strada per immunizzare i senza fissa dimora che abitano le notti di Milano. Una due giorni di sperimentazione voluta da Comune, terzo settore, Ats, Areu e Regione (che sta testando questa formula anche nelle altre province), che è l’antipasto di quanto si farà dopo Ferragosto.

La regia è al centro Sammartini. La squadra è formata dalle 19 unità mobili e da tre camper vaccinali: quello di San Babila, poi uno alla stazione Centrale (gestito dai Medici volontari italiani) e alla stazione Garibaldi (Cisom). «Nelle grandi città rischiamo di avere situazioni sommerse e difficilmente visibili, persone che restano nell’ombra e che fatichiamo a raggiungere», è lo scenario tracciato dall’assessore al Welfare, Gabriele Rabaiotti. Per lo sforzo serve però «muoversi e lavorare insieme, senza fare distinzioni ed evitando inutili strumentalizzazioni». Dal 20 agosto si riprenderà, per una decina di giorni. Gli operatori setacceranno di nuovo portici e androni per intercettare i clochard, e convincerli a proteggersi dal virus. La trafila è sempre la stessa. Medici e infermieri raccolgono il consenso informato (distribuito in cinque lingue: italiano, inglese, francese, arabo e rumeno) e al termine consegnano il certificato della vaccinazione avvenuta. Nei giorni successivi i volontari andranno a ripescare i vaccinati per monitorare la situazione.

È l’ultima fase, dopo la campagna iniziata nei centri di accoglienza. Tra giugno e luglio, infatti, sono già state somministrate duemila dosi (perlopiù Janssen e Pfizer), con cui sono state vaccinate oltre 1.300 persone. Altri 200/300 si punta a rintracciarli nel corso dell’estate con questa nuova formula.

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5 agosto 2021 | 09:22

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_05/vaccini-milano-scatta-l-operazione-senzatetto-unita-mobili-gazebo-la-profilassi-piazze-stazioni-f5013c78-f5bc-11eb-be09-a49ff05c6b25.shtml

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