Milano, il liceo Vittorio Veneto «scopre» un micro-museo della scienza nei magazzini della scuola


«All’interno degli armadi con le porte in vetro, ancora oggi molto eleganti,c’era un’infinità di strumenti. E poi scatole di legno e di quel cartone un po’ leggero e ingiallito, al cui interno erano custoditi sorprendenti tesori». Tesori come lo «psicrometro» (che misura l’umidità dell’aria), la «pentola di Papin» (l’inventore della pentola a pressione), prismi, lenti e cristalli d’Islanda (le «pietre del Sole»). E, ancora, antichi barometri e cannocchiali. E poi il giroscopio, che utilizza la gravità terrestre per determinare l’orientamento (oggi i suoi «discendenti» sono i sensori gps).

Strumenti che da secoli permettono all’uomo di indagare le leggi della fisica, del magnetismo, dell’elettronica, dell’ottica, della meccanica. Oggetti che, da decenni, giacevano inutilizzati nell’archivio del liceo Scientifico Vittorio Veneto, tra i più antichi d’Italia: fu fondato nel 1923, quando la riforma Gentile istituì questo nuovo corso, che prima era semplicemente una «sezione» degli studi classici o tecnici. Lo stupore che traspare nelle parole di Elena Servida, insegnante al Vittorio Veneto, riassume l’emozione di alunni e professori nella riscoperta di questa antica collezione, che è avvenuta grazie a un progetto «Pcto» (l’ex alternanza scuola-lavoro) «VV il Museo», attuato in collaborazione con il Museo della Scienza. Partito nel 2018, si è concluso a giugno dopo aver coinvolto, in tre anni, 78 alunni e 12 docenti e sei fra esperti e curatori museali.

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Il «tesoretto» scientifico al liceo Vittorio Veneto

La collezione vanta circa 100 strumenti, ma l’opera di valorizzazione, per questo primo triennio, si è concentrata sulla fisica. Quarantacinque gli oggetti che sono stati selezionati, studiati, provati sul campo dagli alunni per eseguire gli esperimenti e le dimostrazioni matematiche per cui sono stati inventati. Quindi, i reperti sono stati catalogati e valorizzati in una nuova esposizione nel corridoio ovest della scuola, arricchita di brochure digitali. «L’idea è di continuare, per trasformare il corridoio in un piccolo museo della scienza e, un domani, aprirlo anche alle visite» racconta la preside Patrizia Cocchi. Un’esperienza che ha entusiasmato gli alunni. «Mi è servito ad avere maggiore coscienza delle capacità umane nel corso della storia dell’evoluzione tecnologica» spiega Giovanni, uno degli studenti coinvolti nel progetto, che si è svolto in classe e, per 33 ore, anche al Museo della Scienza, dove i ragazzi hanno affiancato lo staff che si prende cura delle collezioni. «Si pensa a un museo come a qualcosa di antico e austero. Ciò che il Museo della Scienza ci ha offerto è stato di tutt’altra natura — aggiunge un’altra alunna del Vittorio Veneto, Irene —. Ciò che ci sembra antico e lontano è più presente di quanto sembri. Attraverso un lungo e duro lavoro, la lontananza si accorcia ed è proprio nel passato che ritroviamo il presente».

«Da una scoperta può nascere una visione che coinvolge una comunità. È quello che il Vittorio Veneto sta facendo, «attingendo al suo passato per consegnarlo alla collettività attraverso un magnifico percorso fatto di scoperte, entusiasmo, ma anche di metodo, fatica e a volte scoramento. Un percorso di vita che arricchisce tutti» conclude Vincenzo Iannone, che si occupa dell’inventario e catalogo al Museo della Scienza e ha affiancato i giovani «curatori».

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1 agosto 2021 | 08:13

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_01/milano-liceo-vittorio-veneto-scopre-micro-museo-scienza-magazzini-scuola-a1d880c8-f28e-11eb-9e5d-11e1603bb92c.shtml

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