Milano e i chioschi di libri antichi: pochi clienti e spese alte, rimane solo un’irriducibile


Pi di un chiosco: un vero negozio. Cinque metri di corridoio largo lo spazio di una persona, chiuso da due pareti laterali di volumi che ripercorrono secoli di storia dell’editoria. Da quattro che erano, tra Largo Cairoli e Foro Bonaparte, ne rimasto soltanto uno. L’ultimo chiosco di libri antichi — una specie di piccola edicola nascosta alla vista da un rivenditore di souvenir e altre cianfrusaglie da turista — quello di Virginia Matrone, verso via Dante. L’altro, sul lato opposto della piazza, ha le saracinesche abbassate per un contenzioso in atto con il Comune. Un pezzo di storia nel cuore di Milano — i librai antiquari sotto il Castello — che sta per scomparire. Il salotto della citt che cambia arredamento: Ma quale salotto — taglia corto Virginia Matrone seduta all’ingresso del chiosco — qua di autentico non c’ quasi pi nulla, un supermercato per turisti, e noi librai siamo animali in via d’estinzione, qui al Castello non c’ quasi pi nulla, altre attivit resistono davanti al tribunale, in piazzale Baracca, ma si fa fatica.

Nella sua schiettezza campana della provincia di Salerno (a Milano dalla fine degli anni cinquanta ma con l’anima di donna del sud), l’analisi impietosa: Ora sono l’ultima, ma tra un po’ scomparir anche io, la gente non legge pi, potrei starmene a casa con la pensione, ma questo lavoro mi piace, lo faccio per passione, ma stancante stare qui tutto il giorno, estate e inverno. Momento polemico: Al Comune potrebbero ricordarsi di noi, invece di martellarci di tasse, da quando raddoppiato il costo per l’occupazione suolo, stato sempre pi difficile. E poi, l’amarcord: Sono qui dal 1991, abbiamo preso in gestione l’attivit, io e mio marito. Eravamo quattro librai, io ero sul lato opposto della piazza, verso il Castello, fino al 2008 si lavorava bene tutti quanti poi, progressivamente, siamo un po’ spariti, si cominciato a pensare troppo al turismo, meno alla cultura. Un pensiero al cambiamento delle abitudini: Una volta avevo i giovani attaccati alle vetrine, venivano in tanti perch non vendo solo libri rari, ma anche edizioni tascabili a buon mercato. Ora leggono solo quelli della vecchia generazione, i ragazzi, ma non loro soltanto, buttano gli occhi al telefonino, se hanno bisogno di sapere qualcosa nell’immediato, ma nella testa, alla fine, non gli resta nulla.

I clienti, insomma, come merce sempre pi rara: Da me venivano persone di tutti i ceti sociali, dal professore d’universit all’operaio. Ho avuto libri del Cinquecento. Passavano dei veri intenditori. Una volta ho avuto una copia della Gerusalemme Liberata incisa a mano, che era destinata a Maria Teresa d’Austria. Ho avuto copie antiche della storia d’Israele, della Torah, e altri volumi che con mio marito avevamo preso dalla scuola ebraica qua vicino. Mi chiamavano anche da Israele. Una turista giapponese film il chiosco, che l’unico nel quale si poteva entrare e non solo girarci intorno, e poi dopo anni torn per farlo vedere al suo fidanzato. Un mio cliente, un professionista molto affermato, compr un’opera rarissima da regalare alla moglie, ma gliela rubarono in garage, torn da me in lacrime.

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31 luglio 2021 | 07:42

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_luglio_31/milano-chioschi-libri-antichi-pochi-clienti-spese-alte-rimane-solo-un-irriducibile-70df6e9e-f16e-11eb-9a1b-3cb32826c186.shtml

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