Migranti: ResQ People incontra Comune di Milano – Lombardia


A un anno da raccolta fondi nave scenderà in mare


(ANSA) – MILANO, 29 LUG – A un anno esatto dalla
presentazione ufficiale della Onlus ResQ People Saving People,
l’equipaggio della nave di ricerca e soccorso – che
prossimamente avvierà la propria attività nel Mediterraneo –
incontra a Milano, davanti a Palazzo Marino, l’assessore
comunale alle Politiche Sociali Gabriele Rabaiotti.
   
“Sono contento che siate riusciti a fare tappa a Palazzo
Marino, prima di partire. Sono contento ed emozionato. La
missione che prenderà il via tra poche ore nasce dalla terra
milanese – ha ricordato Rabaiotti – Terra asciutta ma non arida.
   
Nasce dentro la nostra comunità, in una città che nella sua
storia si è mostrata pronta ad aprire le sue porte, ad
accogliere ed ospitare il mondo, a superare i suoi confini, a
difendere i più deboli, a lottare per i diritti di tutti a
partire dal diritto alla vita. Siamo fieri di voi, del progetto
che avete immaginato in questi anni, della forza con cui avete
proceduto. Siamo e saremo con voi in questo e nei prossimi
viaggi. Non siete soli. Buon vento!”, ha concluso l’assessore.
   
“Mi ricollego alle parole dell’Assessore Rabaiotti. In tutti
noi, nella comunità di ResQ, dominano in questo momento
sentimenti di felicità ed emozione. Se ripensiamo alla
presentazione alla stampa del progetto, oggi, giusto un anno fa,
vengono i brividi. Eravamo un gruppo di temerari e sognatori che
hanno fortemente creduto e credono in un imperativo morale:
salvare le vite in mare senza chiedersi da dove vengono e dove
vogliono andare”, ha agiunto Luciano Scalettari, presidente di
ResQ People Saving People.
   
“ResQ è nata per un motivo molto semplice: chiunque di noi,
se stesse rischiando la vita in mezzo al mare vorrebbe una mano
tesa in soccorso – ricorda il presidente onorario di ResQ People
Saving People Gherardo Colombo – Nasce per salvare bambini,
donne e uomini, per praticare diritti e tutelare la dignità
umana. Siamo felici di poter salpare e fare la nostra parte nel
Mediterraneo centrale: soccorrere è un obbligo, essere soccorsi
è un diritto”. (ANSA).
   

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