Giuseppe De Donno, la procura di Mantova apre un’inchiesta sulla morte dell’ex primario. I colleghi: «Lascia un vuoto incolmabile, era disilluso»


La procura di Mantova ha deciso di procedere con ulteriori indagini, aprendo formalmente un’inchiesta sulla morte di Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma e padre del terapia anti Covid con il plasma iperimmune. De Donno, 54 anni, si sarebbe suicidato impiccandosi ed stato trovato marted dai familiari nella sua casa di Eremo di Curtatone, ma la procura vuole capire se nel suicidio possano esserci responsabilit di terzi. Marted sera i carabinieri e il magistrato hanno sentito i familiari, la moglie e i due figli, mentre sono stati posti sotto sequestro i cellulari e il computer del medico. La salma si trova alle camere mortuarie dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, in attesa di essere restituita alla famiglia per i funerali.

De Donno, nei mesi caldi della pandemia dello scorso anno, era diventato il simbolo della lotta al virus condotta con il plasma prelevato dagli infettati e guariti e poi trasfuso nei malati. Tra i pazienti Covid curati da De Donno c’era stata anche Pamela Vincenzi, una mamma in attesa 28enne, che lo aveva cos ringraziato: Il dottor Giuseppe De Donno, direttore del reparto di Pneumologia, mi ha assicurato che il plasma iperimmune era la terapia migliore e meno rischiosa per me e per la bambina. stato il mio angelo custode, mi ha incoraggiato e dato fiducia. Mi stato vicino in un momento in cui i miei parenti erano lontani. La sua battaglia per imporre la terapia aveva suscitato molte polemiche, dividendo sui social l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari.

De Donno era un assiduo frequentatore, fino a qualche mese fa, di Facebook, dove anche con falsi profili discuteva con se stesso dell’efficacia del plasma iperimmune. Qualche tempo fa ne era per uscito quando si era accorto che tanti dei suoi seguaci erano No Vax: e infatti alla manifestazione non autorizzata di mercoled pomeriggio in piazza Fontana a Milano i dimostranti del comitato Liberi di scegliere, contrari al green pass, hanno inneggiato al medico e annunciato che parteciperanno in massa ai funerali. Adesso sui social la sua morte, oltre a suscitare cordoglio e commozione, ha anche scatenato una ridda di teorie complottistiche. Soprattutto, sulla sua decisione, improvvisa, di dimettersi da primario ospedaliero per intraprendere la carriera del medico di famiglia. De Donno, pubblicamente, non l’aveva mai messa in relazione alla delusione per la terapia del plasma iperimmune giudicata inefficace; quello stop, invece, in lui aveva fatto riaffiorare i fantasmi di un vecchio disagio psicologico fin l tenuto sotto controllo. Paradossalmente, l’emergenza Covid con la necessit di rimanere in reparto anche 18 ore accanto ai pazienti aveva avuto un effetto positivo su De Donno, svanito via via che l’emergenza in ospedale si affievoliva.

Intanto gli ex colleghi dell’ospedale Carlo Poma di Mantova e la direzione dell’Asst ricordano De Donno come un professionista eccellente e di grande umanit, che ha lasciato un vuoto incolmabile. In una nota la direzione della Asst di Mantova esprime il proprio cordoglio e si stringe attorno alla famiglia, sottolineando la recente decisione del professionista di lasciare la direzione della struttura complessa di Pneumologia per diventare medico di base. Un percorso di cambiamento maturato – si legge – dopo il periodo pi intenso e drammatico della pandemia, che ha visto De Donno dedicarsi con passione e abnegazione alla cura dei pazienti colpiti dal Covid. I colleghi hanno avuto modo di apprezzare il suo impegno, il suo desiderio di giustizia, il suo approccio profondamente umano e gli sono stati vicini, supportandolo nella scelta di lasciare la medicina ospedaliera.

Anche l’equipe della Pneumologia e un gruppi di colleghi di altri reparti l’hanno voluto ricordare per la sua completa abnegazione sia da medico che da primario, con un’attenzione quasi spasmodica alle necessit e al benessere dei pazienti non solo dal punto di vista clinico ma soprattutto umano. De Donno viene ricordato anche dal punto di vista umano: Giuseppe era a momenti solare e in altri ombroso, perch disilluso da qualcosa o indispettito o arrabbiato per non essere riuscito a fare quello che sperava per i pazienti; aveva dimostrato caparbiet nel periodo cos drammatico della pandemia, ma che in parte lo ha profondamente logorato e stancato, come accaduto a molti di noi e forse a lui pi che a tutti. Speriamo – conclude la nota – che ora possa trovare quella pace e quella serenit che gli mancata qui.

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28 luglio 2021 | 18:15

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/21_luglio_28/giuseppe-de-donno-procura-mantova-apre-un-inchiesta-morte-dell-ex-primario-c301f28a-efbd-11eb-9f04-73cbb9ab1451.shtml

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