Caso camici, i pm inviano l’avviso di chiusura indagini a Fontana e altri 4


La Procura di Milano ha scelto che strada imboccare alla fine dell’inchiesta sulla fornitura di camici sanitari da parte del cognato del presidente della Regione Lombardia nell’aprile 2020: il leghista Attilio Fontana per i pm milanesi deve andare a processo per l’ipotesi di reato di concorso in frode in pubbliche forniture sotto il profilo dell’inadempimento di un contratto con l’amministrazione pubblica.

L’avviso di conclusione delle indagini e deposito degli atti, di solito preliminare poi alla richiesta di rinvio giudizio, stato notificato stamattina a Fontana; al cognato Andrea Dini, titolare al 90% della societ Dama S.p.A. di cui il restante 10% appartiene alla moglie di Fontana; al vicario del segretario generale della Regione, Pier Attilio Superti; all’ex direttore generale della centrale acquisti regionale Aria S.p.A., Filippo Bongiovanni; e all’ex direttrice degli acquisti di Aria spa, Carmen Schweigl.

Secondo le conclusioni del pm Luigi Furno, Paolo Filippini e Carlo Scalas, allo scopo di tutelare l’immagine politica del presidente della Regione una volta che era emerso il conflitto di interessi derivante dai rapporti di parentela con il fornitore Dini, il quale si era aggiudicato un contratto con la Regione da 513.000 euro per 75.000 camici e 7000 set di calzari e cuffie, gli indagati avrebbero allora simulato l’esistenza sin dall’inizio di un contratto di donazione (della parte di camici fino a quel momento gi consegnata da Dini alla Regione) al posto del reale contratto di fornitura onerosa. Ma in questo passaggio Fontana e il cognato si sarebbero accordati in modo che si intervenisse sul direttore generale di Aria spa affinch rinunciasse a pretendere da Dini la consegna anche dei 25.000 camici ancora da fornire in base al contratto di fornitura iniziale, in modo che la societ del cognato potesse contenere il danno economico dell’aver rinunciato alla fornitura tramutata in donazione.

Per la Procura questo escamotage, definito nel corso di una riunione in Regione il 19 maggio 2020, e comunicato a Bongiovanni (come diretta volont del presidente Fontana alla quale dover dare esecuzione) dall’alto burocrate regionale Superti dietro mandato e nell’interesse di Fontana, avrebbe danneggiato la collettivit e gli interessi della Regione perch ebbe l’effetto di far mancare beni (i 25.000 camici residui) destinati a far fronte al quotidiano fabbisogno di camici richiesti dallo stato di emergenza sanitaria in quel momento.

In generale, dopo l’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati hanno 20 giorni di tempo per proporre le proprie controdeduzioni, all’esito delle quali i pm possono chiedere il rinvio a giudizio oppure, qualora convinti dalle difese, tornare sui propri passi e chiedere l’archiviazione. Nel caso di Fontana, invece, essendo gi scattata la sospensione feriale dei termini per la pausa estiva, questa tempistica inizier a decorrere da settembre.

L’altro filone, nel quale Fontana indagato nell’ipotesi che abbia commesso irregolarit nello scudo fiscale con il quale regolarizz un’eredit materna di circa 5 milioni all’estero, invece stato stralciato dalla Procura in attesa che la Svizzera risponda alla rogatoria chiesta dai pm.

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27 luglio 2021 | 12:47

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_luglio_27/caso-camici-attilio-fontana-chiuse-indagini-frode-pubbliche-forniture-b57e0eae-eec4-11eb-b948-65ef1640acca.shtml

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