Milano, nel campo di addestramento dei muratori: «A scuola di cantieri sicuri, così si salvano vite sul lavoro»


L’incendio è finto, circoscritto a una sorta di fornello gigante creato appositamente. La gru che fa oscillare il suo pesante carico sopra le teste è manovrata proprio per riprodurre la situazione. L’operaio che viene calato dall’alto dell’impalcatura non sta male veramente, ma soltanto per verificare la sua imbragatura e tutte le procedure di recupero in sicurezza. Però il rischio che tutte queste situazioni riproducono è terribilmente vero. Perché di edilizia si muore. Tanto, troppo. Anche a Milano, ancora nel 2021.

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Il cantiere è un campo di addestramento per gli operai

Il fatalismo non c’entra, le statistiche si possono correggere con la realtà. Ed è per questo che imprenditori e sindacati hanno creato la loro scuola di sicurezza e l’hanno persino resa obbligatoria per i lavoratori. I costruttori riuniti in Assimpredil-Ance e le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil (Fillea, Filca e Feneal) hanno dato vita a Esem-Cpt (Ente unificato formazione e sicurezza) che riunisce la preparazione indispensabile per prevenire incidenti e infortuni nei cantieri e anche la formazione per crescere professionalmente. Nelle sedi di Milano, Monza e Lodi e nel nuovissimo grande campo di addestramento di Pioltello, ogni anno (pandemie a parte) passano circa 12 mila persone. In teoria si tratta di un automatismo: lo stesso contratto di lavoro dell’edilizia prevede per ogni neoassunto il diritto-dovere di seguire — come minimo — un corso obbligatorio di 16 ore, ma anche molti altri livelli formativo, fino a 120 ore, per ottenere i diversi «patentini» per operare nell’edilizia. «Lavorare in un cantiere non è una cosa semplice, non ci si può improvvisare — tiene a premettere Filippo Rigoli, presidente dell’ente che rappresenta il volto imprenditoriale — è fondamentale sapere come muoversi, quali gesti compiere in ciascuna situazione».

In effetti, dai ponteggi alle gru, dalle macchine di movimento terra agli interventi in «spazi confinati» (cuniculi e tombini per intenderci), fino alle bonifiche da amianto e alle cappottature in cartongesso, ecco che nella scuola di sicurezza ogni situazione viene riprodotta e utilizzata per insegnare i comportamenti corretti. «C’è la formazione di base e ci sono i corsi di aggiornamento obbligatori», spiega ancora Rigoli. Accanto a lui c’è il vicepresidente, un sindacalista, Giuseppe Mauri della Filca Cisl, ma l’incarico spetta a rotazione a ciascuna delle tre sigle confederali. «Il problema principale è che non sempre nei cantieri operano persone assunte con contratto di lavoro dell’edilizia», spiega. Qualche stima, ufficiosa e approssimativa, parla del 50 per cento di lavoratori che nella migliore delle ipotesi sono assunte con contratti diversi. Poi ci sono i caporali, il nero, lo sfruttamento, così quando ci scappa il morto — e purtroppo non è una rarità statistica — succede che non si riesca nemmeno a ricostruire chi pagava lo stipendio alla vittima di turno.

Intanto, alla scuola di sicurezza, la direttrice Katia Barbirato fa saettare il suo sguardo attento su ogni dettaglio: «La mascherina va indossata prima della tuta», fa notare con un sorriso che mitiga il rimbrotto. «Ogni dettaglio è importante — spiega poi — in cantiere la sequenza dei propri gesti può significare salvare una vita».

9 giugno 2021 | 01:33

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Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_giugno_09/muratori-scuola-cantieri-sicuri-cosi-si-salvano-vite-lavoro-c2b29d4a-c8b0-11eb-a854-b5489e4fa044.shtml

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