Gli aiuti alle famiglie: quell’assegno per accelerare la ripartenza – Editoriale

Sandro Neri

Ormai non è solo uno slogan: il cambio di passo è una realtà anche oltre i progressi sul piano sanitario. Corre la vaccinazione, ma anche sul fronte delle scelte socioeconomiche si notano forti segnali di cambiamento. L’ultimo in ordine di tempo, quello impresso dal varo dell’assegno unico per le famiglie. Un aiuto concreto ai nuclei familiari in possesso di un Isee inferiore a 50.000 euro annui. Un sostegno particolarmente anche per le famiglie numerose, che va a dare una boccata d’ossigeno anche a disoccupati e lavoratori autonomi. C’è da sperare che la platea dei beneficiari stimata dal governo in circa 1,8 milioni di famiglie possa ricevere con puntalità queste somme.

I figli destinatari dell’assegno, sempre secondo le stime di Palazzo Chigi, sono 2,7 milioni e la maggiorazione per le famiglie con più di due figli è del 30 per cento e scatta in automatico. La decisione del governo sembra mettere tutti d’accordo: sindacati, forze politiche, esponenti della società civile e dell’associazionismo. È un primo tassello della riforma del Welfare che il governo ha preannunciato e che dovrà conciliarsi con le scelte di politica fiscale e con i progetti messi in campo per investire al meglio le risorse in arrivo dall’Europa. Rimangono tuttavia sul tappeto alcune situazioni insolute. A cominciare dalla possibile proroga del blocco dei licenziamenti sino a fine anno. La invocano le organizzazioni sindacali, la osteggia Confindustria che chiede maggiore considerazione per la libertà delle imprese di ristrutturare le proprie attività rivedendo le piante organiche. L’Istat, comunque, vede con chiarezza la ripresa. E stima una crescita del sistema Italia con un balzo del Pil del 4,7 per cento nell’anno in corso e del 4,4 nel prossimo anno. Sono stime più ottimistiche rispetto a quelle fatte mesi fa dall’Ocse e dal Mef perché l’entusiasmo per il Recovery Fund e per l’accelerazione della campagna vaccinale hanno accresciuto le aspettative degli operatori creando un clima di maggiore fiducia per famiglie e imprese.

Mentre l’Italia prova a ripartire, la conflittualità fra i partiti rimane elevata. Gli alleati dell’ex maggioranza giallorossa sono in chiara competizione tra loro e infatti alle prossime amministrative si presenteranno divisi più o meno ovunque. Anche nel centrodestra non mancano le frizioni. La federazione Lega-Forza Italia preannunciata da Silvio Berlusconi sta provocando molti mal di pancia nel suo partito e potrebbe creare conflitti anche con una Giorgia Meloni in costante crescita nei sondaggi. Anche a Milano nella scelta del candidato sindaco si naviga a vista. 

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Fonte: https://www.ilgiorno.it/editoriale/commento-sandro-neri-1.6449074

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