Covid, meno morti e nuovi positivi ma calano anche i tamponi – Cronaca

Milano, 3 giugno 2021 – Meno tamponi ma anche meno ricoveri, meno nuovi casi di positività e soprattutto netto calo dei decessi. E’ un quadro decisamente positivo quello dipinto dalla Fondazione Gimbe nel report della  settimana 26 maggio-1 giugno, rispetto alla precedente. Si registra infatti un’ulteriore diminuzione di nuovi casi di Covid-19 (22.412  contro i  30.867) e di decessi (720 contro  1.004). In netto calo anche i casi attualmente positivi (225.751 contro 268.145), le persone in isolamento domiciliare (218.570 contros 258.265), i ricoveri con sintomi (6.192 contro 8.557) e le terapie intensive (989 contro 1.323).

“Da 11 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione  Gimbe – si conferma il trend in discesa dei nuovi casi, sia per la ridotta circolazione del virus, come dimostra la riduzione del rapporto positivi/casi testati, sia per la diminuzione dell’attività di testing”. Il calo dei nuovi casi settimanali si conferma in tutte le Regioni – sottolinea Gimbe – ad eccezione di un aumento percentuale in Molise, irrilevante in valore assoluto. “Da metà aprile sono in costante calo anche i decessi, che nell’ultima settimana si attestano in media poco sopra i 100 al giorno”, evidenzia Cartabellotta. 

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Tamponi

Il numero di persone testate settimanalmente, stabile sino alla prima decade di maggio, si è ridotto nelle ultime 3 settimane da 662.549 a 439.467, con un calo molto forte, pari al -33,7%. Nello stesso periodo sono state testate, con tampone molecolare o antigenico, in media 120 persone al giorno per  100.000 abitanti con nette differenze regionali: da 199 del Lazio a 49 della Puglia. «Purtroppo – spiega Lino Cartabellotta – i criteri per conquistare e mantenere la zona bianca, introdotti con il Decreto legge del 18 maggio 2021, disincentivano le Regioni a potenziare le attività di testing e a riprendere il tracciamento, proprio nel momento in cui i numeri del contagio permetterebbero di utilizzare un’arma mai adeguatamente utilizzata». 

Sequenziamento

Quanto al sequenziamento, spicca l’eterogeneità regionale. L’Istituto superiore di sanità riporta che nel periodo 28 dicembre 2020-19 maggio 2021 è stato sequenziato l’1,11% dei casi positivi (23.170). Da febbraio 2021 vengono sequenziati oltre 1.000 casi settimanali, in linea con gli standard dell’European Centre for Disease and Control (Ecdc), seppure con performance regionali molto eterogenee: dal 6,05% dell’Abruzzo allo 0,09% del Piemonte.  “Un’insufficiente attività di sequenziamento – precisa Cartabellotta – non consente di identificare le varianti più contagiose se non dopo l’aumento dei casi, né di adeguare le strategie vaccinali se necessario. Ad esempio sulla variante delta (indiana), più contagiosa del 20-60%, l’efficacia di una sola dose di vaccino sulla malattia sintomatica si attesta intorno al 33% sia per il vaccino Pfizer che AstraZeneca, mentre dopo il ciclo completo sale rispettivamente all’88% e al 60%”.

Vaccini

Al 2 giugno le forniture vaccinali del secondo semestre risultano sotto di almeno 15 milioni di dosi. E 3,3 milioni di over 60 sono ancora senza copertura.  Il 40,3% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 23.852.541), precisa Gimbe, e il 20,7% ha completato il ciclo vaccinale (n. 12.294.543). Considerato che le Regioni stanno utilizzando la quasi totalità delle dosi a disposizione, il mancato decollo delle consegne condiziona il numero di somministrazioni, ormai stabili da un paio di settimane con la media mobile a 7 giorni che ha raggiunto 500 mila inoculazioni quotidiane. L’81,5% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali: se Puglia, Umbria, Lazio, Lombardia, Veneto e Molise superano l’85%, la Sicilia resta ancora sotto il 70%. Nel dettaglio: – Fascia over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.736.001 (83,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 386.742 (8,6%) hanno ricevuto solo la prima dose. – Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 2.109.513 (35,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.884.265 (48,4%) hanno ricevuto solo la prima dose. – Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 2.136.231 (28,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.325.680 (44,7%) hanno ricevuto solo la prima dose. – Soggetti fragili e loro caregiver: per questa categoria i dati non sono piu’ disponibili, in quanto dal 28 maggio nel repository ufficiale le somministrazioni vengono rendicontate esclusivamente per fascia d’eta’. 

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Fonte: https://www.ilgiorno.it/cronaca/fondazione-gimbe-covid-coranavirus-1.6439482

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